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USA: sarà Kerry a sfidare Bush

A quanto pare, sarà John F. Kerry il candidato del partito democratico destinato a sfidare Bush nelle elezioni presidenziali che si svolgeranno in novembre.

Chi è costui?

Nato a Denver (Colorado), nel 1943, si è laureato alla Yale University nel 1966 e alla Boston College Law School nel 1976. Ha prestato servizio nella marina dal 1966 al 1970, combattendo in Vietnam, dove è stato decorato. Successivamente, tuttavia, si è impegnato nell’associazione dei ve-terani contro la guerra.

Recentemente, ha votato in favore dell’intervento militare in Irak, ma ha criticato Bush per aver cominciato il conflitto senza il pieno appoggio degli alleati. Per ciò che riguarda la politica interna, propone un aumento del salario minimo e un miglioramento del sistema sanitario. Favorevole al diritto di aborto, è contrario alla pena di morte.

Questo è quanto passa il convento.

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Irak: bombe a Kerbala e Baghdad

Il 2 marzo c’è stato un ennesimo massacro. Violente esplosioni hanno provocato quasi duecento morti all’interno della comunità sciita proprio nel giorno dell'ashura, che commemora l'uccisione in battaglia del nipote di Maometto, l'imam Hussein.

Il primo attacco si è verificato nella città santa di Kerbala, da giorni meta del pellegrinaggio di fedeli provenienti da tutto il paese. Contemporaneamente, a Baghdad, è stata colpita la folla raccolta intorno alla moschea dell'imam Mussa al Kazem e a Quetta, in Pakistan, un commando ha attaccato una processione sciita.

Per il governo degli Stati Uniti non ci sono dubbi: responsabile è al Qaeda, che però smentisce sdegnosamente.

Il leader spirituale sciita iracheno, l'ayatollah Ali al-Sistani, nell’invocare l’unità nazionale, ha invece accusato le forze di occupazione USA di aver fallito nel compito di rendere sicuro il paese. E il Consiglio governativo iracheno - dove siedono sciiti, sunniti e curdi - ha proclamato tre gorni di lutto.

Difficile capire chi ci sia veramente dietro agli attentati. Lecito chiedersi a chi giovano.

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Chiapas: emergenza alimentare a Polhó

Riceviamo le seguenti informazioni dall’Internazionale delle Federazioni Anarchiche: "A dieci anni dall'insurrezione armata dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale, rischia di precipitare la situazione già precaria dei 5.500 desplazados (profughi) accampati a San Pedro Polhó, capoluogo dell'omonimo Municipio Autonomo, Altos de Chiapas.

La Croce Rossa Internazionale ha deciso di lasciare questa zona sostenendo che ‘la priorità in questo momento è l'Irak’ e dopo che lo status internazionale degli indigeni che dal 1997 (dopo il massacro di Acteal) vivono ancora in accampamenti precari, è passato da vittime di guerra a profughi interni, cui non viene garantito alcun diritto.

La presenza della CRI in questa zona, seppur con alcune riserve, rappresentava un segnale minimo di attenzione sanitaria alle oltre 5.000 persone che vivono in condizioni igieniche e sanitarie allarmanti, perché impossibilitate a far ritorno alle comunità di origine a causa della minaccia rappresentata da gruppi paramilitari che – come denunciato anche da Don Samuel Ruiz - si sono riattivati negli ultimi mesi.

Il Municipio Autonomo di San Pedro Polhó e la Giunta del Buon Governo di Oventik denunciano che ‘ad aggravare questa situazione è la pesante militarizzazione e la presenza di paramilitari che non permettono agli zapatisti di andare a lavorare nelle milpas’ (campi di mais) e fa appello alla società civile nazionale ed internazionale per un'azione urgente. Con una lettera inviata alla solidarietà italiana chiedono un appoggio economico d'emergenza. ‘Adesso - scrivono - non abbiamo nessun appoggio per coprire queste necessità vitali, perciò vi presentiamo questa situazione, perché sappiamo che non siamo soli e che voi siete parte di questa lotta’.

‘Nonostante tutta la sofferenza, noi continueremo a resistere e a costruire l'autonomia. Ringraziamo per gli sforzi che realizzerete per appoggiare questa necessità alimentare’.

E' possibile contribuire all'emergenza dei profughi nel Municipio di Polhó con versamenti sul Conto corrente postale 291278 oppure conto corrente bancario di Mani Tese (piazzale Gambara 7/9 - 20146 Milano) n° 40 c/o Banca Popolare Etica, sede di Padova, Piazzetta Forzaté 2, ABI 05018, CAB 12100 specificando la causale ‘Micro 2025 - Emergenza Chiapas’. (...)

Di fronte alla situazione allarmante, facciamo appello agli organi di stampa affinché, oltre che occuparsi di analisi e approfondimento delle ‘teorie’ zapatiste, pongano attenzione sulla realtà della difficile sopravvivenza quotidiana delle comunità indigene zapatiste attraverso cui prende corpo il progetto di autonomia indigena".

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