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Giusto nel merito di Massimo Gramellini (da "La Stampa", 19/02/2004)
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Facciamoci del male di Luciano Nicolini (della redazione di "Cenerentola") |
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Giusto nel merito di Massimo Gramellini (da "La Stampa", 19/02/2004) Il governo post ideologico di Tony Blair, quello che fa cose di sinistra che sembrano di destra, ha deciso di selezionare gli studenti in base alla bravura e non più alla data di nascita. Nella scuola inglese del futuro, un brufolato di 14 anni potrà prepararsi alla maturità insieme a un quasi barbuto di 18, evitando di attardarsi ad aspettare i coetanei più pigri o meno dotati. E' un bene che la meritocrazia entri nel mondo degli adolescenti con tanta prepotenza, creando ragazzi di serie A e altri di serie B, a un'età in cui non si è ancora in grado di sopportare con equilibrio i verdetti della vita? Il rischio che qualche piccolo genio si monti la testa esiste. Come esiste quello che i più lenti sprofondino sotto il peso dei complessi e dell'umiliazione. La solidarietà sembrerebbe sconsigliare questo cambiamento. Ma l'efficienza, che è una forma meno retorica ma più profonda di giustizia sociale, ne reclama l'attuazione.Il motivo per cui la meritocrazia trova tante resistenze ad affermarsi è che la si confonde con il privilegio, foss'anche quello naturale di nascere più intelligenti. Ma la bravura non si fonda solo sulla materia grigia. Coinvolge l'impegno, la grinta, la volontà: valori che meritano un riconoscimento, ma che oggi nella formazione di un giovane contano meno di una raccomandazione o del conto in banca di papà. In una scuola basata sul merito, qualsiasi ragazzo di capacità normali potrà tenere il passo dei più dotati, se di suo saprà aggiungervi la forza di darsi un sogno e di combattere per realizzarlo.
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Facciamoci del male di Luciano Nicolini (della redazione di "Cenerentola") Il governo reazionario di Tony Blair, quello che fa cose di destra spacciandosi per socialdemocratico, ha deciso di selezionare gli studenti in base alla bravura e non più alla data di nascita. Nella scuola inglese del futuro, un ragazzo di 14 anni potrà prepararsi alla maturità insieme a un uomo di 18, evitando di attardarsi ad aspettare i coetanei più pigri o meno dotati. E' un bene che la meritocrazia entri nel mondo degli adolescenti con tanta prepotenza, creando ragazzi di serie A e altri di serie B, a un'età in cui non si è ancora in grado di sopportare con equilibrio i verdetti della vita? Il rischio che qualche piccolo genio si monti la testa esiste. Come esiste quello che i più lenti sprofondino sotto il peso dei complessi e dell'umiliazione. La solidarietà sembrerebbe sconsigliare questo cambiamento. Ma l'efficienza, in nome della quale, oggi, veniamo stritolati dal capitalismo, ne reclama l'attuazione.Il motivo per cui la meritocrazia trova tante resistenze ad affermarsi è che, come diceva anche un prete, di certo non sovversivo, come Lorenzo Milani, dietro ad essa si nasconde, in genere, il privilegio, foss'anche quello naturale di nascere più intelligenti. Ma la bravura non si fonda solo sulla classe sociale di provenienza e la materia grigia. Coinvolge anche l'impegno, la grinta, la volontà: valori che meritano un riconoscimento, dato che oggi nella formazione di un giovane contano meno di una raccomandazione o del conto in banca di papà, ma che non devono diventare così invasivi da mettere in pericolo il normale sviluppo di un giovane. In una scuola che seleziona in base al "merito", qualsiasi ragazzo di capacità normali potrà tenere il passo dei più dotati, solo se di suo saprà aggiungervi la forza di rovinarsi con le proprie mani. Non bastano i giovani mostri creati (e distrutti) dal moderno sport agonistico? |