![]() |
|
Per finanziare la spesa militare, "il governo deve esercitare la propria responsabilità fiscale di bilancio, limitando la crescita delle altre spese, tagliando gli esborsi inutili". Tra questi non figurano certamente i 16 miliardi di dollari che occorrono per finanziare la corsa su Marte: si taglierà, praticamente, tutto il resto. Ma, promette Bush, riducendo le spese, si ridurrà il deficit. Per quest'anno, come già avevamo segnalato sul numero 24 di Cenerentola, si prevede un buco record di 521 miliardi, ma il deficit, secondo lui, dovrebbe ridursi progressivamente. Il piano di Bush è stato definito dal senatore Ted Kennedy, del partito democratico, «il più anti-famiglia, anti-lavoratori, anti-salute, anti-educazione dei tempi moderni». Lo ripetiamo: la strada imboccata dal governo degli Stati Uniti sembra essere quella di difendere la sua preminenza economica con la forza militare, anche a costo di indebitarsi ulteriormente. Un gioco pericoloso per gli USA e per tutto il mondo. Irak: atrocità contro le donne In Irak, intanto, la carneficina continua. Ma non sono solo i combattenti a pagare. Il 4 febbraio, Houzan Mahamoud della rivista "Egual Rights Now!", ha inviato a Liberazione, la seguente lettera, che riportiamo integralmente per tutti coloro i quali credono che con linvasione degli Statunitensi sia migliorata, almeno, la condizione della donna. "Tutto il mondo conosce la situazione in Iraq dopo la guerra, con l'occupazione militare, con la disoccupazione, il caos, le sanguinose rivalità etniche, con il Consiglio di Governo, imposto contro la volontà popolare. E' meno conosciuto, e dobbiamo denunciare con tutte le nostre forze, il violento attacco compiuto dai gruppi islamici sia di governo sia di opposizione contro le donne, contro i nostri diritti, la nostra libertà, contro le nostre stesse vite. I gruppi islamici cercano di rendere noi donne schiave tramite l'adozione della Shari'a, che significa: lapidazione, diritto per gli uomini di avere quattro mogli nella stessa casa, disuguaglianza delle donne in materia di matrimonio, divorzio, eredità. Stiamo facendo un elenco di tutte le donne uccise dai tempi di Saddam ad oggi, a partire dalle 200 prostitute decapitate, alle bambine fucilate e mutilate, alle vergini stuprate prima dell'esecuzione perché una vergine, per l'Islam, non può essere uccisa. La situazione in Iraq, caotica e politicamente difficile, richiede un grande impegno a tutte noi e alla nostra Organizzazione per la Libertà delle Donne in Iraq. La nostra organizzazione si preoccupa di accrescere anche l'interesse e la conoscenza da parte dell'opinione pubblica e, in particolare, delle donne in Europa per ricercare solidarietà e supporto alla nostra lotta. Facciamo appello a coloro che amano la libertà e i diritti umani, a associazioni e partiti politici perché appoggino la nostra causa. Denunciare i gruppi islamici e le loro atrocità contro le donne, organizzare le forze delle donne per la difesa dei loro diritti è il nostro compito e coglieremo ogni occasione e ogni aiuto per farlo. Vi chiediamo se avete programmi per celebrare l'8 marzo in Italia. Se volete, possiamo contribuire a organizzare una conferenza su Islam politico e diritti delle donne che potrebbe far parte di una manifestazione contro l'oppressione religiosa e politica sulle donne, che si fa sentire anche in Italia con le minacce alla legge sull'aborto, l'ingerenza della chiesa e le discriminazioni sul lavoro. Ci piacerebbe fare questa conferenza in Italia, dove ci sono già le basi per farla, a esempio a Torino, a Firenze e dove, come a Napoli, gruppi sono già attivi contro la lapidazione". Afghanistan: almeno altri cinque anni doccupazione La Nato resterà in Afghanistan "per anni: tra cinque e dieci. O anche di più. Quanto sarà necessario", ha detto Andrew Leslie, comandante delle forze canadesi e vicecomandante dell'ISAF (International Security Assistance Force). Questa allargherà inoltre il proprio raggio dazione servendosi di altri soldati, oltre gli attuali 6.000, che a malapena controllano Kabul. L'Italia, già impegnata nell'ISAF con 400 militari, aumenterà probabilmente il suo contigente. Siamo sempre più inguaiati. |
|