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Genio italico Toni Iero
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Quello di non valorizzare le nostre opere creative è un difetto che facciamo fatica a perdere. Pensate a quello che avrebbe potuto fruttare il copyright sulla pizza! Ma, per riprendere il discorso sulla politica, non ci siamo fermati a Mussolini. Tra le altre nostre ultime invenzioni possiamo citare: i sindacati "responsabili" che collaborano con Stato e padroni per mettere fine al caos determinato dalle lotte dei lavoratori (inizialmente si chiamavano "corporativi" ma, con la caduta del fascismo, il termine è, forse ingiustamente, passato di moda), i "comunisti" che sostengono gli interessi delle gerarchie cattoliche, i governi di centro-sinistra che privatizzano i servizi sociali e bombardano cittadini di altri paesi a scopo umanitario, e tanti altri strumenti utili alla parte migliore della società (i ricchi e i potenti). Siamo inoltre un paese che non finisce mai una guerra dalla stessa parte da cui lha cominciata e, in assoluta coerenza con i comportamenti nazionali, i nostri intellettuali professano pubblicamente certezze assolute, per poi cambiarle tempestivamente quando devono saltare sul carro di chi arriva al potere. I nostri lavoratori sono talmente tutelati da leggi e normative che ricorrono "spontaneamente" al lavoro nero. Abbiamo il più bel campionato di calcio (e i calciatori meglio pagati) del mondo e siamo regolarmente eliminati, ai mondiali, dalle due Coree. Organizziamo costosi e complessi concorsi, per laccesso allinsegnamento universitario, i cui vincitori sono già noti con mesi di anticipo. Corruzione? No! E che il paese è piccolo, e non è difficile capire chi risulterà il migliore: tra cultori della materia, in fondo, ci si conosce tutti! Appunto. Adesso poi abbiamo una carta vincente in più: la nostra nuova classe dirigente! Non ci bastavano i noiosi docenti universitari e i grigi politici di professione. Così abbiamo inventato i miliardari prestati alla politica, sostituendo il sorpassato partito politico con il nuovo partito azienda (siamo in epoca di globalizzazione, no?). Anche gli Americani ci avevano provato, con la candidatura di Ross Perot alle elezioni presidenziali del 1996. Ma sono dei dilettanti: non ci sono riusciti. E noi li abbiamo preceduti, nel 1994, per poi consolidare il nostro primato nel 2001. Il terzo millennio dellera volgare si è aperto con questa folgorante novità che lItalia ha regalato al mondo intero. A ruota ci hanno seguito la Thailandia e la città di New York. Che il presidenzialismo miliardario sia un altro fenomeno da esportazione come il fascismo? Stavolta, però, non perdiamo loccasione e corriamo subito a registrarlo allUfficio Brevetti. Non si sa mai
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