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Fabrizio De André

Fabrizio De André

 

Astrid Lindgren

Astrid Lindgren

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Ricorrono in questi giorni gli anniversari della scomparsa, avvenuta recentemente, di due persone che, pur non avendo fatto parte di organizzazioni politiche o sindacali libertarie, hanno lasciato un segno profondo nella nostra cultura: Fabrizio De André e Astrid Lindgren. Li vogliamo ricordare pubblicando, per Fabrizio, il necrologio scritto da Luciano Nicolini su "Lotta di classe" (n.28) nel febbraio 1999; per Astrid Lindgren quello diramato dall’AFIS (Federazione Anarchica di Svezia) il 28 gennaio 2002.

Fabrizio De André (1940-1999)

Nella notte tra il 10 e l’11 gennaio è morto Fabrizio De André. Tutto il paese lo ha pianto. E’ stato un grande poeta, un musicista, un interprete, un compagno. Ma è stato anche altro.

E’ stato, soprattutto, un uomo capace di parlare, con le sue canzoni, agli atei come ai cristiani, ai borghesi come agli operai. Un uomo capace di inserirsi sulla tradizione e, nello stesso tempo, di innovarla profondamente. Un uomo capace di scandalizzare i cristiani come gli atei, i proletari come i borghesi, capace perchè sapeva bestemmiare usando le loro lingue.

Negli anni ’60, "Via del Campo", con il suo "paradiso" che era "solo lì, al primo piano", risultò blasfema agli atei come ai cristiani, ai proletari come ai borghesi; tutti però furono in grado di capirla: non era necessario avere una laurea, e neppure essere cresciuti nella "città vecchia" di Genova. Lo stesso vale per "La canzone di Barbara" o per "Preghiera in gennaio".

Negli anni successivi De André cambiò modo di esprimersi, avventurandosi per altre strade, come è naturale per un artista. Ma non smise mai di lanciare messaggi al pubblico che, sempre più numeroso, lo ascoltava.

Sulle sue canzoni si sono formati migliaia di giovani, migliaia di compagni. E se molti, oggi, sorridono del suo umanesimo, sono comunque destinati a ricordarlo nei momenti difficili, quando la vita costringe a gettare la maschera dell’ironia e a guardarsi impietosamente allo specchio.

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Astrid Lindgren (1907- 2002)

La regina libertaria delle favole è morta. La popolare scrittrice per l’infanzia Astrid Lindgren aveva 94 anni. E’ morta serenamente lunedì, nella casa di Stoccolma, dopo alcune settimane di malattia.

Il suo primo libro, "Britt-Mari apre il suo cuore", fu pubblicato nel 1944. Lo stesso anno cominciò a scrivere il primo racconto sul suo personaggio più popolare – la lentigginosa anarchica Pippi Calzelunghe dai capelli rossi, la "più forte bambina del mondo". La storia nacque quando sua figlia Karin era malata e chiese alla madre di raccontarle una favola. Nel 1947 il libro fu pubblicato ed ebbe un enorme successo, malgrado molti genitori inizialmente fossero rimasti turbati dall’anarchica Pippi e dal modo in cui si opponeva ai fondamenti della società e derideva insegnanti e poliziotti. Da allora le sue opere – racconti, novelle, giochi, canzonieri e poesie – sono state tradotte in circa ottanta lingue, e vendute in più di cento milioni di copie. Sulla base dei suoi testi sono stati realizzati circa cinquanta film.

La Lindgren usò anche la propria abilità di scrittrice per esprimere opinioni politiche, e sebbene non parlasse apertamente di anarchismo, fu di tendenze libertarie. Nel 1976 scrisse un articolo che criticò l’ingorda legislazione fiscale statalistico-capitalistica svedese. L’articolo s’intitolava ‘Pomperipossa nel mondo del denaro’, e aiutò a cambiare le leggi. Per tutta la sua vita si impegnò con decisione per i diritti dei bambini e le condizioni di vita degli animali.

Nel 1998 fu aperto l’Astrid Lindgren’s Children Hospital, intitolato in suo onore. E’ uno dei più grandi ospedali pediatrici dell’Europa Settentrionale.

Saluti anarchici dall’AFIS, e riposa in pace Astrid, creatrice di una delle più famose bambine anarchiche del mondo. Le tue opere hanno probabilmente ispirato moltissimi bambini in tutto il mondo a opporsi all’educazione familiare autoritaria.

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