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Su "Liberazione" del 28/12, è stata pubblicata, a firma Cosimo Scarinzi, la seguente lettera, che riteniamo opportuno far conoscere ai nostri lettori: "Ho scoperto che "Altroconsumo" ha richiesto la repressione del movimento degli autoferrotranvieri. Riporto solo una frase dal comunicato dell'associazione (rintracciabile all'indirizzo, www. altroconsumo. it/ map/ src/40111. htm): «Altroconsumo chiede che la Procura della Repubblica apra un'indagine allo scopo di individuare gli organizzatori del blocco non consentito, in relazione al reato di interruzione di pubblico servizio (pene previste da tre a sette anni di reclusione)». Già dei miei compagni ed amici, abbonati al giornale di quest'associazione, hanno disdetto l'abbonamento per protesta contro la scelta di opporre un astratto "consumatore altro" - non si sa, a questo punto, altro da cosa - a dei lavoratori in lotta. È, infatti, evidente, che una critica degli attuali modelli di consumo non può prescindere dalla difesa dei servizi pubblici, del diritto a un lavoro dignitoso e ad una retribuzione altrettanto dignitosa". Israele: "Niente sesso, siamo Cinesi" Apprendiamo dal Manifesto del 27/12 che: "una società israeliana ha richiesto a migliaia di manovali cinesi di firmare un contratto di lavoro in cui accettano di non fare sesso con le Israeliane e di non convertirle ad altre religioni. Il documento afferma che i manovali cinesi maschi non potranno entrare in «contatto» con donne israeliane, prostitute comprese, o diventare loro amanti e, ancora meno, sposarle"... "In caso contrario verranno immediatamente fatti rimpatriare, peraltro a loro spese". Linventiva degli imprenditori non finirà mai di stupirci. "Anarco-insurrezionalisti" o "anarco-maschilisti?" Sullo scorso numero di Cenerentola riportammo la notizia che, in Italia, la televisione e quasi tutti i quotidiani a diffusione nazionale avevano accusato non precisati gruppi "anarco-insurrezionalisti" di aver avvelenato, negli scaffali dei supermercati, numerose bottiglie dacqua minerale. La campagna, diffamatoria nei confronti di tutti coloro che si richiamano ai valori dell anarchismo, è ovviamente naufragata nel ridicolo. Pochi giorni dopo abbiamo appreso, dai mezzi di comunicazione di massa, che un attentato, realizzato incendiando cassonetti dellimmondizia situati in prossimità dell abitazione del presidente della commissione europea Romano Prodi, era stato rivendicato da una sedicente Federazione anarchica informale. Che avessero ragione i bolscevichi quando affermavano che gli anarchici sarebbero finiti "nella spazzatura della storia"? O a qualcuno piacerebbe che ci finissero? Alla stessa "federazione" viene ora attribuito linvio di un pacco incendiario all indirizzo della moglie del presidente. Sembrerebbe che i mittenti labbiano considerata una proprietà o, peggio, unappendice del marito... Strani "libertari". Riceviamo da un affezionato lettore e, volentieri, pubblichiamo. "Cara Cenerentola, volevo condividere con te tutta la mia costernazione e perplessità (?) causate dallaver letto, sul Corriere della sera del 2 novembre scorso, la seguente notizia: Nel commentare il triste caso del sig. Bruno Di Giovannangelo (il dipendente delle Poste di Pisa finito nei guai nellambito dellinchiesta sulle Brigate Rosse dellottobre scorso), lesimio sig. Graziano Benedetti (presentato come il coordinatore toscano della SLC Sindacato Lavoratori delle Comunicazioni della CGIL), oltre ad esprimere tutta la sua rabbia e il suo sconcerto per il fatto che il sig. Di Giovannangelo, pur con il "fiato sul collo" ed oramai nel mirino degli investigatori, "non si era tirato indietro, non aveva rinunciato alla candidatura in un sindacato che è stato sempre contro le BR, ecc. ecc", ha fatto anche altre epifaniche dichiarazioni. Nel raccontare gli antefatti, quelli che avevano portato la SLC-CGIL ad accettare la candidatura del Di Giovannangelo nelle proprie liste per lelezione delle RSU, il sindacalista afferma che ne era stato convinto dal fatto che questi era stimato da tutti; anzi, che era stato candidato alle RSU per la CGIL proprio perchè appariva un lavoratore modello, "uno che faceva straordinari a iosa senza metterli in conto". Guarda un po, e io che credevo... Ora ho una certezza, ed un dilemma. La certezza: se il concetto di lavoratore modello, degno di far parte di una RSU per la CGIL, e di rappresentare i lavoratori, è questo, stiamo ben freschi! Il dilemma: ho sempre pensato che i miei colleghi che facevano straordinari senza farseli riconoscere, che venivano a lavorare durante i giorni liberi sulla base di una chiamata telefonica, che non protestavano per cambi di turno, per ferie spostate allultimo momento, ecc. ecc. ecc. fossero dei crumiri. Adesso, devo anche pensare di poter essere circondato da una colonna di brigatisti? Sconcertato Triestino" |
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