![]() |
||
|
|
|
John Harris, professore di bioetica all'Università di Manchester, ha proposto al servizio sanitario nazionale di acquistare organi da utilizzare per i trapianti. E non lo ha fatto al pub, ma durante un dibattito all'Associazione medica britannica. In tutti i paesi del mondo la vendita di organi è vietata, tranne in Cina, dove è legale per i detenuti (cosa che, a pensarci bene, fa venire i brividi). In realtà però il traffico è vasto, e i prelievi vengono effettuati soprattutto nei paesi più poveri. I sostenitori della legalizzazione basano le loro argomentazioni, ovviamente, sulla necessità di una regolamentazione. Un discorso già sentito... Harris gode dell'appoggio di numerosi chirurghi: "La vendita legale - dice - eviterà che i più ricchi usino il loro potere dacquisto per dominare il mercato, a scapito dei più poveri. Il servizio sanitario acquisterebbe organi e tessuti allo stesso modo in cui compra farmaci o macchine per la dialisi. In questo modo ci sarebbero tanti organi a disposizione quanti ne servono, senza costi per chi ne ha bisogno". Per evitare che solo alcune nazioni, le più povere, diventino 'fornitrici' di organi per i paesi più ricchi, Harris propone che "il mercato sia limitato a un blocco di nazioni, come, per esempio, l'Unione Europea". Meglio evitare problemi diplomatici. Dei proletari britannici, invece, sembrerebbe non preoccuparsi troppo. Ma questo rientra nella tradizione locale: i veri sudditi di sua maestà sono solo quelli che hanno studiato a Oxford e a Cambridge. Secondo quanto riportato da "la Repubblica" del 3-12-2003, la presidente dell'Associazione Italiana Donatori di Organi, Enza Palermo, avrebbe dichiarato: "Dal punto di vista etico la proposta inglese è inammissibile, la nostra legge sottolinea ampiamente che la donazione deve essere gratuita. Non credo che rendere legale la vendita di organi potrebbe aiutare i trapianti, serve solo maggiore solidarietà. Non mi è mai capitato di sentire un medico italiano favorevole alla compravendita autorizzata di organi". Preferiamo non entrare nel merito del problema etico. Come socialisti, tuttavia, non possiamo non rilevare che oggi, a vendere i propri organi, sarebbero quasi esclusivamente i proletari. Come se non fossero costretti a vendersi già abbastanza... Italia: si discute sulla fecondazione artificiale La nuova legge sulla fecondazione artificiale, approvata dalla Camera dei deputati, è ora passata anche al Senato. Si fa un gran parlare di "diritti del concepito", assai poco di quelli delle donne. Con lapprovazione della legge, sarà possibile solo la fecondazione omologa, in cui cioè vengono utilizzati seme e ovulo della coppia interessata. Sarà invece vietata la fecondazione eterologa, che richiede il ricorso a un donatore. Potranno accedere alla procreazione medicalmente assistita le coppie di adulti maggiorenni, di sesso diverso, in età potenzialmente fertile, coniugate o conviventi. Non potranno accedere le coppie omosessuali e i single. Per quanto riguarda la sperimentazione sugli embrioni, sarà possibile la ricerca clinica e sperimentale solo a fini terapeutici e diagnostici collegati alla tutela della salute dell'embrione stesso, e quando non siano disponibili metodi alternativi. Non potrà inoltre essere prodotto un numero di embrioni superiore a quello strettamente necessario a un unico impianto e comunque non superiore a tre. Vietata la riduzione di embrioni nelle gravidanze plurime, fatti salvi i casi previsti dalla legge sull'aborto. Vietati anche tutti gli interventi diretti ad alterare il patrimonio genetico dell'embrione o del gamete. Sarà vietato congelare e sopprimere embrioni, fermo restando quanto stabilito dalla legge sull'aborto. Medici e personale ausiliario potranno astenersi dal praticare la fecondazione artificiale quando sollevino obiezione di coscienza, da comunicare entro tre mesi dall'entrata in vigore del provvedimento. La legge, nel complesso, è pessima. Anche se non ci sembra così bigotta e liberticida come molti, assai meno laici e libertari di noi, la dipingono. Preoccupa, e non poco, il continuo richiamo ai "diritti del concepito", la scarsissima considerazione per quelli della donna, il ricorso a gravi sanzioni, tra le quali la carcerazione, per i contravventori. Meno male che cè qualcuno che ci fa ridere A proposito di procreazione. "Oggi, primo dicembre, è il giorno in cui vengono al mondo i bambini nati con la camicia" - avrebbe detto a Bruxelles il ministro del lavoro italiano Maroni, impegnato a incentivare la natalità - "le famiglie dei bambini che nasceranno dalla mezzanotte e un minuto del primo dicembre, che siano secondi figli o successivi, riceveranno un bonus di mille euro". Ne siamo lieti per le partorienti. Ma ci risulta che mantenere un figlio fino alla maggiore età costi, in media, duecento volte di più. Se proprio vogliamo ridurre tutto a merce, almeno paghiamola il giusto prezzo. USA, Cina, guerre mondiali e guerre stellari Fin dai primi numeri di Cenerentola abbiamo segnalato la novità costituita dal formidabile sviluppo economico della Cina. Su "Liberazione" del 9 dicembre è apparso un lungo articolo di Derk Kinnane Roelofsma, da quattordici anni membro della segreteria dell'UNESCO a Parigi, che rileva come la nuova potenza mondiale stia mettendo in pericolo il dominio degli USA. Lautore, oltre a soffermarsi sul nodo costituito dagli oleodotti, e sulla competizione in atto fra i due paesi per aggiudicarsi le riserve energetiche asiatiche, offre uninteressante interpretazione del programma aerospaziale cinese. "Uno degli obiettivi principali scrive - è rappresentato da un programma spaziale per l'estrazione di risorse energetiche lunari, un' idea già elaborata nel 1986 dal Center for Space Automation and Robotics dell'Università del Wisconsin, a Madison. L'elio-3, chiamato anche astrocarburante, è contenuto in abbondanza nel suolo lunare, e rappresenta la fonte di energia più efficiente (convertibile al 99% in elettricità). La luna contiene una riserva di He3 stimata in 1,1 miliardi di tonnellate, e ne basterebbero 28 tonnellate, all'incirca la capacità dello Shuttle statunitense, per sopperire interamente al fabbisogno energetico degli USA per un anno. Lo scorso marzo, Luan Enjie, funzionario dell'ente spaziale cinese (China National Aerospace Administration), ha svelato i piani per le esplorazioni lunari, animati dall'idea di sfruttare le risorse di He3 presenti sul satellite. La luna, ha affermato Enjie, è diventata il punto focale in cui, nel futuro, le potenze spaziali competeranno per le risorse strategiche. (...) Il programma spaziale cinese comunque - non mira soltanto a estrarre energia dalla luna, ma ha anche una dimensione militare. Il mese scorso, il quotidiano People's Liberation Army ha proposto una teoria basata sulla supremazia militare sul campo di battaglia, secondo cui Lo spazio è il punto di comando per l'informazione sul campo di battaglia. La filosofia alla base dello sviluppo cinese nelle tecnologie spaziali consiste nella neutralizzazione dei satelliti artificiali in modo da impedire al nemico di utilizzare armi di precisione. Va da sé che le armi di precisione teleguidate sono la punta di diamante degli armamenti statunitensi, come è stato recentemente dimostrato in Iraq. Il duplice utilizzo dei programmi spaziali da parte di Pechino si inquadra nel contesto dell'attuale rapida modernizzazione delle forze armate, composte da 2,3 milioni di unità, che preoccupa non poco gli stati confinanti. La diplomazia cinese si sforza di rassicurarli, intrattenendo rapporti di buon vicinato (fatta eccezione per i periodici avvertimenti rivolti a Taiwan, con minacce di gravi conseguenze qualora Taipei richiedesse l'indipendenza completa e formale). La Cina ha dunque risanato i rapporti con tutti i paesi confinanti, dirimendo anche le controversie con il Laos e con il Kazakistan. La settimana scorsa si sono perfino svolte esercitazioni navali congiunte con l'India e, in ottobre, con il Pakistan". Ribadiamo che riflettere su questi fatti aiuta a capire che cosa sta succedendo nel mondo. Vittoria degli autisti a Los Angeles Apprendiamo da un articolo di Claudio Mezzanzanica ("il Manifesto", 4/12/2003), che "Dopo trentadue giorni si è chiuso lo sciopero dei conducenti di autobus della città di Los Angeles. Per oltre un mese nessun autobus è circolato per la città, lasciando a piedi mezzo milione di persone tutti i giorni. E' la settima volta in ventotto anni, da quando esiste la Union 572, il sindacato degli autisti del Sud della California, che viene indetto uno sciopero. E negli Stati Uniti gli scioperi si fanno a oltranza. Sette volte, una ogni quattro anni, sono troppe, hanno urlato dalle pagine del Los Angeles Time i benpensanti, ma si sono dimenticati di sottolineare che questo sciopero non era dovuto alle richieste dei lavoratori, a una loro piattaforma, ma era una risposta alla piattaforma dell'azienda. La Mta, la società di trasporti cittadina, per respingere l'assalto delle compagnie provenienti dalle altre contee, pronte a invadere con i loro servizi a più basso costo l'area metropolitana, aveva proposto ai conducenti lo stupefacente accordo di lavorare dodici ore al giorno invece di dieci per 4 giorni la settimana, sempre con il medesimo salario. (...) Allo stesso tempo, la Mta chiedeva al sindacato di pagare coi suoi fondi una quota dell'assistenza malattia, per alleggerire in questo modo il suo bilancio. L'azienda ha motivato le sue richieste facendo presente che tutte le altre compagnie di trasporti del Sud della California sono avvantaggiate dai salari molto più bassi e che oggi possono tentare di entrare nell'area di Los Angeles, mettendo a rischio i posti di lavoro nella stessa Mta. Gli autisti e la loro local Union, che raggruppa, in tutto il Sud della California, undicimila aderenti, non hanno potuto che respingere tali richieste che avrebbero drasticamente peggiorato le condizioni di vita e la sicurezza dei passeggeri. (...) Adesso conclude Mezzanzanica - la proposta dell'azienda è stata ritirata ma un risultato la Mta l'ha ottenuto. Il governatore ha stabilito che chiunque operi nella città di Los Angeles dovrà farlo con gli stessi salari e gli stessi oneri dei conducenti facenti parte della Local 572. In parole povere, ha messo un freno alla concorrenza delle altre compagnie che applicano salari inferiori. E' un conflitto risolto in sede politica e dove nessuna associazione dei consumatori si è sognata di protestare per il disagio degli utenti, che, detto per inciso, sono i più diseredati della grande metropoli". Italia: la misura è colma perfino per Cossiga! "La Repubblica" del 3 dicembre ci informa, invece, che lex presidente della Repubblica italiana Francesco Cossiga ha espresso critiche per la condanna dello sciopero degli autoferrotramvieri milanesi pronunciata da tutta la sinistra istituzionale (con la sola eccezione del Partito della Rifondazione Comunista). "Evidentemente tutti, anche la Cgil, - avrebbe dichiarato - sono ormai cloroformizzati da quella specie di corporativismo scandinavo che è stata la concertazione, rinnegando la lotta di classe". Non è la prima volta, nel corso degli ultimi anni, che sentiamo i nostri peggiori nemici di ieri (e Cossiga, certamente, è tra questi) fare affermazioni che, dette da noi, ci varrebbero laccusa di estremismo. Sembra quasi che neppure i personaggi più di destra riescano a concepire una "sinistra" istituzionale così reazionaria. |
||