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I nostri mostri

(di Massimo Gramellini da  "La stampa", 18/11/2003)

I loro mostri

di Luciano Nicolini della redazione di Cenerentola

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I nostri mostri

(di Massimo Gramellini da  "La stampa", 18/11/2003)

In un momento di commozione nazionale, annegata nella retorica soltanto in tv (era proprio necessario che i conduttori dei programmi di intrattenimento esibissero facce così lunghe, quando si sa che da domani, seppelliti i morti, torneranno a dispensare "aiutini" ai vivi?), la brigatista Nadia Desdemona Lioce ha preso la parola davanti al tribunale di Firenze per elogiare Saddam e i kamikaze di Bin Laden. Sempre ammesso che espressioni come "valorosa resistenza e capacità di preparare la clandestinizzazione della lotta irachena" possano essere tradotte in lingua umana.

Di quella prosa glaciale colpisce il disinteresse per gli stati d'animo delle masse popolari - ieri in coda al Vittoriano per rendere omaggio alle vittime della "valorosa resistenza" - da parte di chi dichiara di agire in loro nome. Ma certe analisi sul capitalismo non sono troppo diverse da quelle di un Bertinotti. La differenza, fondamentale, è che l'attentato più devastante che Bertinotti potrebbe mai concepire è abbinare una cravatta regimental a una camicia di flanella a quadrettoni. Anche l'Islam pullula di Bertinotti che non diventeranno mai Lioce. Non ogni musulmano che ha in uggia l'Occidente è un fiancheggiatore dei terroristi, i quali restano una minoranza feroce ma esigua: e tanto più feroce in quanto esigua. Ricordarselo persino mentre si ascolta l' imam di Carmagnola è un buon modo per onorare i nostri morti e scacciare i nostri mostri, che poi è sempre uno solo: la paura.

I loro mostri

di Luciano Nicolini della redazione di Cenerentola

In un momento di commozione nazionale, annegata nella retorica non soltanto in tv (era necessario che i conduttori dei programmi di intrattenimento esibissero facce lunghe, anche se si sa che da domani, seppelliti i morti, torneranno a dispensare "aiutini" ai vivi), l’opinionista Massimo Gramellini ha preso in mano la penna per accostare Fausto Bertinotti a Nadia Desdemona Lioce. Evidentemente non gli bastavano espressioni come quel terribile "Non fuggiremo davanti a loro, anzi, li fronteggeremo con tutto il coraggio, l'energia e la determinazione di cui siamo capaci", pronunciato dal cardinale Ruini, al funerale dei carabinieri, espressioni che non possono essere tradotte in lingua umana.

Di quella prosa glaciale colpisce il disinteresse per la vita delle masse irachene - ieri in coda per cercare qualcosa da recuperare in quello che il ministro Martino ha chiamato "il nostro ground zero" - da parte di chi dichiara di agire per il loro bene. Ma certi atteggiamenti nei confronti degli "infedeli" non sono troppo diversi da quelli dei generali statunitensi. Ci auguriamo che il bombardamento più devastante che Gramellini possa mai concepire sia quello mediatico. Anche gli USA pullulano di Gramellini che non diventeranno mai Bush. Non ogni Occidentale che ha in uggia gli "infedeli" è un fiancheggiatore dei generali bombardieri, i quali, tuttavia, godono dell’ appoggio di una maggioranza feroce e cospicua: e tanto più feroce in quanto cospicua. Ricordarselo, persino mentre si leggono gli articoli di Gramellini, è un buon modo per onorare i tanti morti innocenti e scacciare i mostri dell’intolleranza, che poi hanno tutti la stessa origine: il sonno della ragione.

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