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Sullo scorso numero di Cenerentola, in un articolo intitolato "Perugia-Assisi: la marcia delle beffe", segnalammo ai lettori che i leader politici presenti avevano firmato "un quaderno della pace in cui si chiede che la nuova costituzione europea includa l'articolo 11 della costituzione italiana («L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali»)". La cosa ci era sembrata ridicola: "non perchè la richiesta non sia più che condivisibile, ma perchè lItalia è in guerra, e continua a farla, a dispetto di ciò che è scritto nella sua costituzione". Buffo ci era parso anche il commento di Bertinotti che "non contento di aver firmato il documento insieme a un uomo, DAlema, che ci ha trascinati nella guerra del Kosovo senza nemmeno dichiararla" si era spinto fino a rivendicare una presunta radicalità del proprio gesto. Il 21/10/2003, su Liberazione, quotidiano di Rifondazione Comunista, è stata pubblicata la seguente lettera, a firma Loredana, Mauro, Flavia e Augusto Parrilla: "Caro Curzi, insieme abbiamo manifestato contro la guerra di aggressione all'Iraq, insieme abbiamo messo le bandiere della pace alle finestre. Sembravamo tutti convinti (e i fatti ci hanno dato ragione) che le pericolose armi di distruzione di massa di Saddam erano un'invenzione di Bush per fare comunque la guerra. Abbiamo marciato insieme per la pace senza se e senza ma. Domenica scorsa Fassino e D'Alema hanno firmato un impegno solenne contro la guerra alla marcia Perugia-Assisi ed ora gli stessi D'Alema, Fassino, Rutelli ecc. dicono «la situazione è cambiata» perché l'Onu, in una confusa risoluzione, ha legittimato l'occupazione americana dell'Iraq. I sottoscritti (tutti di un'unica famiglia di sinistra senza particolari tessere) sono indignati. Anzi, si sentono truffati". E facile, allinterno dei piccoli gruppi (e la famiglia è uno di questi), suggestionarsi a vicenda, e finire col credere a cose inverosimili (che DAlema sia un pacifista, ad esempio) finendo con lessere truffati. Bisogna però dire che, in questo caso, cè chi ha aiutato la famigliola a cadere nella trappola: Bertinotti, che ha esaltato la radicalità di quella ridicola firma. Diversi anni fa, allinterno dellUnità, allora "organo del Partito Comunista", comparve un inserto pieno di vignette che prendevano in giro il partito stesso. I lettori si divisero in due fazioni: da un lato i "modernisti" che trovavano la cosa simpatica; dallaltro i "dinosauri" che non potevano credere ai loro occhi stalinisti. Noi libertari non ci scomponemmo: sapevamo bene che il lupo perde il pelo ma non il vizio. Pochi anni dopo, il senso di quella satira pilotata dallalto divenne chiaro a tutti: il Partito fece propri i valori del capitalismo, cambiò nome, diventando partito dei Democratici di Sinistra, ma non mutò le sue pratiche staliniste. Il 22/10/2003, su Liberazione si poteva leggere la seguente notizia: "Una serata all'insegna dell'ironia e del divertimento a fare battute sulla polizia. E non poteva essere altrimenti visto che si trattava della presentazione del libro delle vignette sulla Polizia, un volume di 95 pagine, avvenuta lunedì sera alla presenza, tra gli altri, del capo della polizia De Gennaro, del vice Manganelli, del questore di Roma Cavaliere e del prefetto Serra. Sarcastiche, leggere e sferzanti le matite dei più noti umoristi italiani da Vauro a Giannelli, da Staino a Elle Kappa hanno dato al Dipartimento della Pubblica Sicurezza la possibilità di prendersi un po' meno sul serio". Non frequentiamo abbastanza gli ambienti di polizia per sapere che cosa si dica da quelle parti. Tuttavia si fa poca fatica ad immaginare che, anche in questo caso, ci saranno da un lato dei "modernisti", che trovano la cosa simpatica, e dallaltro dei "dinosauri" piuttosto seccati dalla faccenda. Permetteteci, per una volta, di essere daccordo con i dinosauri. La cosa non ci fa ridere. NON SI MUOVE FOGLIA CHE DIO NON VOGLIA Apprendiamo da Repubblica del 23/10/2003 che il padre di un bambino marocchino ha chiesto di far sospendere alla scuola materna 'Gianni Rodari' di Rapagnano, in provincia di Ascoli Piceno, la recita quotidiana di una preghiera di ringraziamento a Gesù, pronunciata, prima del pranzo, alla mensa scolastica. Il direttore didattico della scuola, Enrico Foglia, ha applicato la legge. "Lo Stato è laico, - avrebbe detto - non confessionale, per cui non può favorire una religione a scapito di un'altra. Il rito è quindi sospeso". Un esempio da imitare. Quello stesso 23 ottobre, nel Bahrein, un concerto della cantante libanese Nancy Ajram ha suscitato le ire di alcuni gruppi di integralisti islamici. Circa 200 persone hanno tentato di bloccare con la forza le strade che portano alla zona nella quale si stava esibendo. La violenta protesta è stata motivata con lo scandalo provocato dai suoi balletti erotici e dai videoclip in abiti succinti. Misteri della fede. |
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