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Una Napoletana mamma d’Italia per mamma Rai

(da "Il Mattino", 6/10/2003)


"La mia maternità

in diretta tv"

Dall’inviato a Roma Luciano Giannini

Un Bolognese non sarà nonno d’Italia per sorella Rai

 

"La mia vecchiaia

non andrà in diretta tv"


Dal residente a Bologna Luciano Nicolini

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Questa rubrica sta degenerando. Già nello scorso numero di Cenerentola non avevo rispettato alcune delle regole che, inizialmente, mi ero dato. In questo numero non rispetterò addirittura la regola principale: confrontarsi, parafrasando un suo scritto, con un noto opinionista. Me ne scuso con i lettori ma, dopo aver visto sul "Mattino" l’incredibile notizia della gravidanza in diretta (e la relativa intervista), non ho potuto fare a meno di correre a intervistare Balanzino, per assicurarmi che ci fosse ancora qualcuno capace di resistere alla moda di sbattere sui teleschermi le proprie e le altrui vicende personali

"La mia maternità in diretta tv"

Dall’inviato a Roma Luciano Giannini

"Dio mio, sarò mamma. Ecco, questo è stato il primo pensiero. E ho avuto paura. Ma ho toccato la felicità".

È certo: Adriana Panico, 29 anni, napoletana, diventerà famosa. Potere della tv. Potere di "Domenica in", la nuova "Domenica in" di Paolo il caldo Bonolis, partita ieri su mamma Rai, che l’ha scelta tra tante future mamme d’Italia per raccontare una gravidanza, per seguirla settimana dopo settimana fino al lieto evento.

Adriana è incinta da 15 settimane. Quando nascerà, suo figlio sarà il primo bimbo partorito anche dal piccolo schermo. Potere della tv.

Adriana, parliamo di lei.

"C’è poco da dire, sono una persona normale. A Napoli abitavo nella parte alta di via Tasso...

Le manca Napoli?
"Mi manca il mare".

Allora, prima diceva..

"Ho fatto il liceo classico al Pontano. Mi sono laureata in Legge e tre anni fa sono venuta a Roma per cercare lavoro".
L’ha trovato?

"Sì, in una società che gestisce patrimoni immobiliari di enti pubblici".

E suo marito?

"Si chiama Simone, Simone Cozzi, ha una società di consulenza. Ci siamo sposati il 28 giugno".

E avete deciso di avere un figlio.
"L’ho sempre desiderato. Ma non credevo di aspettarlo così presto, durante il viaggio di nozze. Come la più classica delle spose. Una gioia in più".

Molti si chiederanno: com’è arrivata a "Domenica in"?

"Un’amica m’ha detto che alla Rai facevano provini, cercavano una futura mam-ma. Sono andata, l’ho fatto. Qualche giorno dopo mi hanno telefonato: "Sei piaciuta molto ai produttori". E io: "Ma perché?" E loro: "Perché sembri una vera mamma"".

E perché ha accettato? Potere delle telecamere?

"Non m’interessa diventare famosa... Vede, un po’ mi sono lanciata nel vuoto, con un pizzico di incoscienza. Mi sono detta: vediamo che cosa succede. Un po’, grazie a "Domenica in", voglio parlare alle altre donne, condividere le mie emozioni con quelle che aspettano un bimbo come me. E comunicare con le altre, quelle che forse desiderano un figlio, ma hanno paura".

Di che cosa?

"Del mondo in cui nascerà, dei soldi che non ci sono, dei sacrifici che bisogna fare per crescerlo".

Ha avuto paura anche lei.

"Certo, gliel’ho detto. Quando ho saputo, un altro pensiero è stato: ho finito di giocare. Ma la gioia, poi, è stata più forte di tutto. Nascere è un miracolo. Lo è anche diventare mamma".

Com’è cambiata?

"L’ho detto anche in trasmissione, non penso più a me, ma innanzitutto a lui: ciò che sto per fare potrà danneggiarlo? Ora non lo sento ancora, perché è piccolo, ma vederlo in ecografia mentre si muove... che cosa posso dirle che sia capace di farle comprendere le mie emozioni?".

Il nome: come lo chiamerete?
"Se è maschio, Francesco, come il nonno. Se è femmina non so".

Suo marito, in diretta tv, ha detto che è sicuro di avere un maschio. E lei?

"Vuole un maschio perché in famiglia ci sono già due nipotine. Io non ho preferenze. M’importa soltanto che sia sano e cresca bene".

Che cosa augura al suo bambino?
"Oddio, che domanda difficile... Che abbia una vita serena".

l. g.

 

 

"La mia vecchiaia non andrà in diretta tv"

Dal residente a Bologna Luciano Nicolini

 

"Boia d’un mondo, sto diventando vecchio. Ecco, questo è stato il mio primo pensiero quando, da bambino, ho cominciato a ragionare. E ho avuto paura. Di morire senza aver toccato la felicità".

È certo: Balanzino, 47 anni, bolognese, non diventerà famoso. Non andrà in tv. Tantomeno a "Domenica in", partita ieri su sorella Rai, che non l’ha potuto scegliere tra tanti futuri nonni d’Italia per raccontare una vecchiaia, per seguirla settimana dopo settimana fino al decesso.

Balanzino è al mondo da 47 anni. Quando morirà, nessuno lo vedrà spirare sul piccolo schermo. Per fortuna.

Balanzino, parliamo di lei.
"C’è poco da dire, sono una persona normale. A Bologna ho sempre abitato nella parte orientale della città. Forse perchè i miei antenati venivano dalla Romagna...
Le manca la Romagna?

"Mi manca il Sangiovese".
Allora, prima diceva...

"Ho fatto il liceo scientifico al Fermi. Mi sono laureato in Scienze Naturali ventiquattro anni fa e sono andato a Firenze per cercare lavoro".
L’ha trovato?

"No. Mi hanno detto: "O bischero, se non sei buono di trovarlo a casa tua, figurati se te lo diamo noi..."".
E la sua compagna?

"Si chiama Caterina, Caterina Petroni, ha molta pazienza. Mi sopporta da anni".
E avete deciso di invecchiare insieme.
"Deciso... C’è poco da decidere. Come le dicevo, ho cominciato a invecchiare molto presto. Un guaio in più".
Molti si chiederanno: come mai non è andato a "Domenica in"?

"Un amico mi ha detto che alla Rai facevano provini, cercavano un futuro nonno. Mi sono guardato bene dal presentarmi. Qualche giorno dopo, forse per scherzo, mi hanno telefonato: "Vieni. I produttori ti stanno aspettando". E io: "Ma perché?" E loro: "Perché sembri Matusalemme".

E perché non ha accettato? Paura delle telecamere?

"Diventare famoso mi piacerebbe... Ma non a qualsiasi prezzo. Mi son detto: si comincia con la storia del nonno e si finisce col far pubblicità alle dentiere. E poi, andando a "Domenica in", mi sarebbe toccato parlare a dei coetanei, condividere le mie delusioni con quelli come me. Quelli che forse desiderano una pensione, ma hanno paura".
Di che cosa?

"Del mondo in cui invecchieranno, dei soldi che non ci sono, dei sacrifici che bisogna fare per lasciar qualcosa agli eredi".

Ha paura anche lei.

"Certo, gliel’ho detto. Quando, da bambino, ho cominciato a ragionare, un altro pensiero è stato: ho finito di giocare. Ma la rottura di scatole, poi, è stata più forte di tutto. Già nascere è un miracolo. Figuriamoci riuscire a invecchiare".

Com’è cambiato?

"L’ho detto anche sul lavoro, penso meno agli altri e penso di più a me: ciò che sto per fare potrà danneggiarmi? Vecchio non mi sento ancora, certo non son più di primo pelo, ma, quando vedo una bella donna mentre si muove... che cosa posso dirle che sia capace di farle comprendere le mie emozioni?".

Non dica nulla. Il lettore può comprendere facilmente.

"Se è maschio, come il nonno, senz’altro. Se è femmina non so".

La sua compagna, quando l’ho intervistata, ha detto che, data la sua più giovane età e la minor speranza di vita calcolabile per i maschi, è sicura di seppellirla. Lei cosa ne pensa?

"Sono commosso".

Che cosa si augura per il futuro?
"Boia d’un mondo, che domanda difficile... Di non vedere "Domenica in"".

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