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eventualiIL FATTO
"L'estate rovente di Trenitalia, almeno in Liguria, comincia presto. Già a
giugno, infatti, i... problemi relativi a materiali rotabili, mezzi di trazione, linee,
esplodono in tutta la loro drammaticità. Sulla Genova - Torino ed in particolare sulla
Genova Milano i treni accumulano ritardi quotidiani sempre più
consistenti"...
"Inizialmente i capitreno cercano di gestire
la situazione... ma appare subito chiaro che ... c'è qualcosa di sospetto. Vetture in
arrivo la mattina a Torino e segnalate come guaste dal personale viaggiante ripartono la
sera senza che sia stata effettuata alcuna riparazione. Motivo: per le riparazioni devono
essere inviate alla loro residenza, i budget di spesa sono stati rigorosamente divisi per
officine. Così una vettura con le porte d'accesso che non si aprono, con il
condizionamento non funzionante o priva di illuminazione... viaggia fino a Napoli o Reggio
Calabria"....
"Il capotreno si trova spesso a dover
fronteggiare da un lato la dirigenza di Trenitalia che... cerca di far partire i treni in
ogni condizione e dall'altro i viaggiatori che gli chiedono di prendere
provvedimenti"...
"Nel mese di luglio salta il tappo. La
Repubblica pubblica una sorta di dossier sullo stato delle ferrovie in Liguria, sul Secolo
XIX e su altri giornali si scatena la protesta dei viaggiatori... contro Trenitalia ma
soprattutto contro il personale viaggiante, accusato di arroganza e indifferenza. Tali
proteste si trasferiscono sui treni ed arrivano ad assumere le caratteristiche di vere e
proprie aggressioni verbali... contro i ferrovieri, condite di insulti e derisioni
collettive del loro lavoro. In trattativa, intanto, nulla si smuove"...
"Di fronte a tutto ciò un Rappresentante
Sindacale Unitario decide di inviare al Secolo XIX una lettera, che viene pubblicata il 16
luglio. La Società a questo punto reagisce e con modalità estremamente
discutibili - gli commina 10 giorni di sospensione"....
L'Avamposto degli Incompatibili (riassunto a
cura della redazione di Cenerentola)

LA LETTERA
"Gent.ma Sig.ra Forti, ho avuto modo negli
ultimi giorni di leggere, nella sua rubrica, lettere di pendolari estremamente critici nei
confronti del servizio di trasporto ferroviario svolto da Trenitalia SpA. Le critiche
espresse da questi viaggiatori scontenti sono gerericamente rivolte a Trenitalia, molto
spesso raggiungono il personale viaggiante ma
risparmiano - chissà perché - i governi, i partiti politici ed i sindacati che hanno
fortissimamente voluto lo smembramento dell'Azienda Autonoma Ferrovie dello Stato,
spingendo un servizio pubblico essenziale come le ferrovie verso la liberalizzazione
selvaggia, ed i numerosi dirigenti della Società e del Gruppo FS che seraficamente
"governano" questa situazione. Sono un Capo Treno del Deposito Personale
Viaggiante di Genova Principe, delegato Rsu Filt - Cgil, e quasi quotidianamente scorto i
treni sulla linea Genova - Milano, quella più frequentemente oggetto delle lamentele
dell'utenza. I problemi sollevati sono reali, i viaggiatori hanno ragioni da vendere. Il
personale viaggiante non è indifferente a questi problemi. Il personale viaggiante
combatte la sua diuturna battaglia contro le mille "criticità" - come vengono
eufemisticamente definiti i disservizi dalla Società - quasi sempre assumendosi
responsabilità, anche penali, in splendida solitudine. Se i treni viaggiano ancora, pur
tra mille difficoltà ed in condizioni spesso allucinanti, lo si deve in gran parte alle
lavoratrici ed ai lavoratori del personale viaggiante che condividono i disagi e lo stress
dei passeggeri, rischiando per di più in proprio per continuare a garantire un minimo di
servizio pubblico e sociale mentre altri, che non si degnano neppure di mostrarsi e di
rispondere pubblicamente, stanno alacremente lavorando - attraverso la privatizzazione -
per eliminare il diritto alla mobilità di milioni di cittadini. Negli ultimi mesi il
personale viaggiante di Genova Principe ha scioperato due volte a sostegno di una vertenza
che vedeva al primo posto la sicurezza del trasporto ferroviario. Chiedevamo che venisse
assegnato ad ogni agente un telefonino di servizio efficiente e che le gallerie della
Liguria fossero attrezzate con cavo fessurato, in modo da permettere sempre quelle
comunicazioni bordo - terra che oggi sono consentite, tranne qualche eccezione, solo a
cielo aperto. In sede di trattativa i nostri dirigenti ci hanno risposto che non gli
risulta che i telefoni cellulari garantiscano la sicurezza... Credo che solo lavoratrici e
lavoratori estremamente coscienti, responsabili e per nulla indifferenti possano mettere
al primo posto, nelle loro rivendicazioni, la tutela della sicurezza delle persone che
trasportano. Propongo che il suo giornale si faccia promotore di un incontro pubblico tra
una delegazione di pendolari, i rappresentanti delle lavoratrici e dei lavoratori (i
delegati Rsu) del personale viaggiante di Genova ed i dirigenti locali di Trenitalia SpA.
Ciò al fine di sgombrare il campo da equivoci, da sterili polemiche e di inaugurare una
nuova stagione di relazioni per difendere e migliorare, insieme, il trasporto ferroviario
pubblico e sociale. Distinti saluti".
Fabrizio Acanfora Delegato FILT-CGIL RSU 48 Personale di Bordo
Trenitalia Divisione Passeggeri Genova
Ulteriori informazioni sulla vicenda sono reperibili in
www.piccoloprincipe.biz |