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Reggio Emilia: due giorni di vino, anarchia e poi ... Veronelli di Federico Ferretti
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Omar Khayyam, Rubaiyyat, Einaudi, 1956 |
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I due giorni di iniziative organizzate dalla Federazione Anarchica Reggiana per il 25 e 26 aprile, in occasione dellanniversario della liberazione e della riapertura della sede cittadina, hanno riscosso un significativo successo in termini di affluenza e di echi. Venerdì 25, circa 200 persone si sono radunate a Villa Minozzo per ricordare la figura di Enrico Zambonini, commemorato da un intervento di un compagno che ha ribadito, oltre alla storia della gloriosa generazione di militanti che con Zambonini ha annoverato il reggiano Camillo Berneri, il correggese Mario Corghi e lo scandianese Umberto Ferrari, anche lattualità dei contenuti che questi compagni portavano avanti, in particolare sui temi dellantimilitarismo, del federalismo e delle lotte sociali. Da segnalare che mentre giù a Reggio, nella sala del Tricolore, Pierferdy Casini censurava dal suo discorso pure la parola "fascismo" alla presenza delle mute ed impassibili cariatidi della "sinistra", in ogni angolo della provincia laffluenza alle manifestazioni per ricordare la Resistenza superava ogni aspettativa, a dimostrazione di quanto siano vivi e urgenti nelle persone quei valori che la politica vorrebbe aver cancellato con qualche inciucio. La giornata è proseguita per noi con unaffollata festa/pranzo sociale presso lagriturismo Made in Rov, in sottoscrizione alle attività della Federazione Anarchica. In serata, un nutrito manipolo di alcune decine di compagni/e si è trasferito nel parco di Felina, sede dei concerti che costituivano per la giornata il polo di attrazione principale sullappennino reggiano, per restarvi fino a notte fonda distribuendo la stampa libertaria e volantini. Fra questi ultimi anche quelli che richiamavano levento clou, la conferenza pubblica del giorno dopo su "Vino, cibo ed anarchia", che in virtù dellospite deccezione, Luigi Veronelli, ha ottenuto fortissima risonanza grazie a numerosi articoli e interventi su giornali e televisioni locali, in particolare il giorno stesso la Repubblica regionale dedicava alliniziativa un titolo a tutta pagina. A parte il personaggio, ha avuto senzaltro successo loriginalità dellidea, perché se è vero che secondo Feuerbach luomo è ciò che mangia, allora senzaltro le rivoluzioni hanno avuto la loro cucina, sulla quale si sa troppo poco, come troppo poco si sa sulle esperienze delle "cucine rosse" legate alla tradizione del movimento operaio e del mutuo appoggio. Si conoscono, ma è ancora troppo poco, aneddoti locali sulle squadre di "stangacaplétt" che facevano osservare il divieto di festeggiare il Primo Maggio durante il ventennio; dopodichè, ci dispiace per la canaglia fascista, ma dal 1945 i cappelletti sono stati per tutti gli anni a venire il principale piatto antifascista sulle mense dei reggiani non solo per il primo maggio, ma anche per il 25 aprile. La Casa dello Studente era stipata di circa 150 persone, fra cui, fatto inedito, il sindaco Spaggiari. Di fronte al pubblico attentissimo, Gino ha proposto, dietro domande e sollecitazioni, una serie di interventi, brevi, precisi e coinvolgenti, partendo dal suo anarchismo di lunga data, per arrivare al significato della tavola e delle risorse alimentari nelle lotte per la biodiversità e per la dignità del lavoro contadino, smascherando le politiche criminali ed affamatrici del potere globale, della imposizione delle colture e delle sementi, della privatizzazione e privazione dellacqua, dello sfruttamento selvaggio delle risorse, delle truffe alimentari come ad esempio quella dellolio. In particolare Veronelli ha focalizzato lattenzione su questa piccola ma significativa esperienza che è il movimento di Critical Wine, parlando della campagna per le denominazioni di origine comunale, una prima interessante risposta alla omologazione dei sapori da una parte, e dallaltra al finora forzato elitarismo di alcune produzioni di qualità. Il relatore, poi, non si è fatto pregare nellaffrontare anche un argomento molto caro ai più "militanti" : "La cuoca di Durruti", questo eccezionale documento edito da "Derive e approdi", insieme diario e ricettario di una protagonista della Rivoluzione Spagnola, compagna di un faista autore di azioni di autodifesa anche precedenti al 1936, in un intreccio di quotidiano, sociale ed . enogastronomico che sa rendere gli avvenimenti storici sotto una luce che solo la microstoria e la ricostruzione della memoria individuale possono fare più di qualsiasi saggio. Ma soprattutto documento più unico che raro di come si sedevano a tavola, con quali energiche pietanze, accompagnate a forti vini, si facevano forza, quando potevano, i rivoluzionari e le rivoluzionarie del 1936. Talmente straordinario è il documento, come talmente straordinaria è per noi anarchici lesperienza spagnola, che si sospettava fosse alla fine una invenzione letteraria, magari scritta, o comunque ideata, dallo stesso Veronelli, che ha però ribadito per lennesima volta lautenticità di questo documento sul quale abbiamo speso più di una serata di discussioni (e vino). Alla presenza della stampa e dei fotografi, Veronelli ha poi tagliato il nastro rossonero della rinnovata sede di via don Minzoni, che dopo mesi di restauri ha assunto un aspetto definito commovente da qualche compagno che se la ricordava alcuni anni fa. Qua, nella nuova sala linda e pinta, abbellita da una mostra di opuscoli pacifisti ed antimilitaristi dei primi del 900, ha avuto luogo il brindisi, seguito da un abbondante rinfresco con prodotti rigorosamente rispettosi della "biodiversità" reggiana, dall erbazzone al salame e ai ciccioli biologici, dal grana della vacca rossa al lambrusco e alle torte di riso. I festeggiamenti sono proseguiti fino a tarda serata, allietati da un concertino acustico. Oltre a numerosi cittadini e curiosi, hanno partecipato ai due giorni alcuni compagni/e provenienti da diverse città della regione. Grande è stata la soddisfazione degli organizzatori, perché dovevano essere due giorni di festa, e festa effettivamente è stata. Una festa che ha posto le basi non solo per un maggiore coinvolgimento nelle attività sociali dei simpatizzanti giovani in crescente aumento sul territorio provinciale, ma anche per nuove iniziative culturali di richiamo (che ormai da alcuni anni affiancano lattività militante della Federazione Anarchica Reggiana), fra cui il convegno di approfondimento sulle cucine della rivoluzione, previsto per lautunno. |
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