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Schermi di Natale



Le idi di marzo: poster

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Dopo un’estate cinematografica di successo, grazie agli incassi stratosferici dell’ultimo episodio della saga di Harry Potter, la ripresa autunnale ha seguito il calo generalizzato dei consumi. Improbabile che la causa sia (solo) la crisi economica, perché statisticamente è proprio nei periodi più bui che il cinema diventa valvola di sfogo dal grigiore del presente. A ridurre considerevolmente le cifre sembra piuttosto l’assenza di un filmone in grado di trainare le masse. Incassi inferiori del 30% rispetto al 2010 nel mese di settembre, una percentuale che sfiora il 40% in meno in ottobre. Segnali di ripresa in novembre, ma siamo lontani dall’euforia delle ultime stagioni. È quindi con grande speranza che distributori ed esercenti guardano al periodo delle feste natalizie. L’obiettivo è quello di fare il botto, in modo da riequilibrare risultati per ora tutt’altro che incoraggianti.

Mentre con l’approssimarsi di dicembre i cinefili tendono a disertare le sale aspettando uscite meno prettamente commerciali a partire da gennaio, il grosso del pubblico, chi va al cinema una volta all’anno, non sfuggirà probabilmente al richiamo del grande schermo, soprattutto tra Natale e l’Epifania. Per attirare grandi e piccini si fronteggeranno per lo più i soliti noti. L’(in)evitabile cine-panettone, già in calo nel 2010, abbandona le mete esotiche e torna alle origini del successo collocandosi nel cuore delle Dolomiti (“Vacanze di Natale a Cortina”), puntando sulla veracità di Christian De Sica e Sabrina Ferilli. In competizione con loro un altro frequentatore abituale del Natale italiano, Leonardo Pieraccioni, che cercherà di allietare gli animi con la consueta ricetta di equivoci a buon mercato (un professore di musica scopre di avere una sorella adottiva) e belle donne (la sorella adottiva mica è la Pina di Fantozzi, ma una modella cubana). Operazione che si preannuncia ruffianella già dal titolo, “Finalmente la felicità”. A dispetto del cast altisonante (tra gli altri Robert De Niro, Ashton Kutcher, Zac Efron Jessica Biel, Michelle Pfeiffer, Hilary Swank), anche l’America scende in campo con il suo cine-panettone. Trattasi di “Capodanno a New York”, una commedia ambientata nelle 24 ore comprese tra il 31 dicembre e il 1° gennaio. Dietro la macchina da presa Garry Marshall, specialista in romanticherie dal successo planetario a partire da “Pretty Woman”. Un altro attira-pubblico sarà sicuramente “Sherlock Holmes: Gioco di ombre”, secondo capitolo sulle gesta del celeberrimo investigatore ideato da Arthur Conan Doyle. Invariati il cast, dal protagonista Robert Downey Jr. al fido assistente Watson interpretato da Jude Law, e la regia, ancora del testosteronico Guy Ritchie. Unica novità l’entrata in scena di Noomi Rapace, salita alla ribalta internazionale grazie al ruolo della misteriosa Lisbeth nella trasposizione cinematografica di “Uomini che odiano le donne”.

Immancabile, ovviamente, l’animazione, con un prodotto trasversale come “Il gatto con gli stivali”, spin-off di “Shrek” destinato sicuramente a grandi cifre. Il termine inglese spin-off letteralmente significa “derivato” e viene utilizzato per indicare un personaggio secondario che diventa protagonista assoluto. È quello che accade appunto al furbo gatto spadaccino, di contorno ma irresistibile in “Shrek 2”, questa volta alle prese con un’avventura, e un film, tutti suoi. A contendergli il pubblico infantile un paio di titoli meno forti: “Arthur 3 - La guerra dei due mondi”, ultima parte della saga dei Minimei concepita da Luc Besson che in Italia non ha mai sfondato, e “Arthur Christmas: Il figlio di Babbo Natale”, coproduzione tra Gran Bretagna e Usa incentrata sulle gesta di Arthur, figlio di Babbo Natale, che, quando scopre un errore avvenuto nella consegna dei regali, farà di tutto per cercare una soluzione prima del giorno di Natale, anche se il destinatario vive dall’altra parte del globo.

Per le festività esce anche, finalmente, dopo l’apertura ufficiale del Festival di Venezia, “Le idi di marzo”, diretto e interpretato da George Clooney. Il film racconta gli ultimi frenetici giorni della corsa per le primarie in Ohio, in cui un giovane addetto stampa viene coinvolto in uno scandalo politico che minaccia di compromettere la campagna elettorale, e finisce invischiato in una rete di intrighi, pericolose manipolazioni di veterani della casta e seduzioni inaspettate. I temi sono quelli dell’ambizione, della lealtà, del tradimento e della vendetta, ambientati nel contesto del potere e della politica del mondo odierno. A Venezia i pareri favorevoli hanno sottolineato l’analisi lucida e l’impianto solido, mentre un fronte più tiepido ha trovato le riflessioni indotte dal film non particolarmente originali, quindi già parecchio viste e sentite.

Come sempre nel periodo natalizio risulta risicato lo spazio riservato ai piccoli film, la cui uscita è spesso decisa dalle case di distribuzione all’ultimo momento. Già annunciato solo l’arrivo di “Emotivi anonimi”, coproduzione tra Francia e Belgio, dove l’amore tra un uomo e una donna nasce grazie alla passione comune per il cioccolato. La favola romantica è diretta da Jean-Pierre Améris e i due protagonisti sono Benoît Poelvoorde e Isabelle Carré.

Forse a Natale resisteranno ancora i due titoli che hanno maggiormente infiammato l’ultimo festival di Cannes, già nelle sale, però, dai primi del mese: l’infaticabile Woody Allen in trasferta parigina con “Midnight in Paris”, in uscita il 2 dicembre, per ora il suo maggiore successo commerciale, e “The Artist”, di Michel Hazanavicius, in uscita il 9 dicembre. Quest’ultimo è per molti giornalisti il miglior film presentato a Cannes, dove il protagonista Jean Dujardin ha vinto il premio per la Miglior Interpretazione Maschile. L’apparenza è ostica, infatti si tratta di un film muto girato interamente in bianco e nero che racconta, attraverso una tormentata storia d’amore, il passaggio dal cinema muto a quello parlato, ma in molti giurano che l’opera è irresistibile e sarà impossibile non appassionarsi a un’operazione non solo cinefila ma anche in grado di divertire e commuovere.

 

Luca Baroncini

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