|
Home |
|
||
| Schermi di Pasqua... e dintorni
Il primo dato che salta all’occhio guardando i circa
trenta film in uscita nel mese di aprile è che ben un terzo sono commedie. Il
segnale, paradossalmente, non è dei più rassicuranti, perché indice di una crisi,
economica ma non solo, tutt’altro che superata. Come abbiamo spesso rimarcato,
è infatti nei periodi più bui che il cinema d’evasione ha il suo apice, quando
cioè il pubblico esce di casa per fuggire dalla cupezza del presente e trovare
consolazione nel sogno. Dove, cioè, tutte le opportunità si possono cogliere,
le avversità si riescono a superare, il denaro non dà la felicità ma sta dalla
parte dei buoni e l’amore, pur contrastato, approda sempre al lieto fine. Ecco quindi il cacciatore di taglie Gerard Butler a cui
viene assegnato il compito di catturare la ex moglie Jennifer Aniston in
libertà vigilata (Il cacciatore di ex,
dal 9 aprile), o la ragazza americana in trepidante attesa di una proposta di matrimonio
dal fidanzato che trova invece, complice un viaggio in Irlanda, un nuovo amore
(Leap Year, sempre dal 9 aprile),
fino alla coppia annoiata dalla routine familiare che si appropria di un tavolo
già prenotato in un ristorante alla moda dando vita all’ennesimo scambio di
persona e finendo, ovviamente, in un mare di guai (Notte folle a Manhattan, dal 16 aprile). Evadere, però, significa anche rifugiarsi in mondi altri
dove non esiste routine ma solo imprevisti, azione, ritmo indiavolato e
avventura, sia che si tratti di rispolverare miti intramontabili come quello di
Perseo (il super-spettacolare Scontro
tra Titani, dal 2 aprile), oppure di sventare un attentato terroristico in
quel di Parigi insieme a John Travolta e Jonathan Rhys Meyers (From Paris With Love, dal 16 aprile).
Per gli amanti del rinato 3D, ottimo stratagemma per aumentare il prezzo del
biglietto senza che lo spettatore opponga resistenza, due appuntamenti: uno
con il documentario Disney Oceani,
sulle tracce di una tartaruga marina, l’altro con il trascurabile horror The Hole di Joe Dante (entrambi dal 16
aprile). Ma oltre a un cinema prettamente commerciale nel mese di
aprile, in cui le festività pasquali garantiscono di solito buoni incassi, c’è
anche spazio per qualche ibrido. Opere, cioè, che provano ad ammantare di stile
l’intrattenimento. È sicuramente il caso di L’uomo nell’ombra di Roman Polanski (dal 9 aprile), premio per la
regia al 60° Festival di Berlino, che racconta di un ghostwriter (titolo
originale del film e termine utilizzato per definire un autore professionista
pagato per scrivere opere ufficialmente attribuite a un’altra persona) assunto
da un ex ministro britannico per scriverne le memorie e che finisce per
scoprire scottanti segreti di stato. Ma anche di Away We Go di Sam Mendes (dal 23 aprile), il regista britannico
impostosi negli Usa grazie a titoli come “American Beauty”, “Era mio padre” e
“Revolutionary Road”. Al centro del suo film, volutamente minimale a partire
dall’assenza di grandi nomi tra gli interpreti, una coppia di trentenni in giro
per gli Stati Uniti alla ricerca di un posto ideale in cui crescere il figlio
di cui diventeranno genitori. Grande è poi l’attesa per il ritorno dello
spregiudicato Gordon Gekko, il finanziere d’assalto interpretato da Michael Douglas
che in “Wall Street” di Oliver Stone, regista non certo raffinato ma
sicuramente di polso, rappresentava uno spaccato del mondo economico degli anni
Ottanta. Il secondo capitolo, a vent’anni di distanza, ripropone regista e
protagonista, questa volta alle prese con la crisi economica globale
concretizzatasi nell’estate del 2008. Esplicativo il titolo: Wall Street: il denaro non dorme mai
(dal 23 aprile). A proposito di coppie artistiche inossidabili, con E la produzione italiana come sfida il periodo propizio
delle vacanze pasquali? Neanche a dirlo, a scendere in campo sono due commedie:
La vita è una cosa meravigliosa di
Carlo Vanzina (dal 2 aprile), annunciato come una panoramica su vizi e virtù
dell’italiano medio, e C’è chi dice no
di Giambattista Avellino (dal 9 aprile), in cui Luca Argentero, Myriam Catania
e Paola Cortellesi si trovano a fare i conti con uno dei mali più radicati e
sommersi della società contemporanea: i raccomandati. Sarà qualunquismo o
brillante riflessione? Ancora una volta, per questi come per tutti gli altri
film in uscita, sarà il banco di prova della sala cinematografica a svelarcelo. Luca Baroncini
di Pietro Marcello, Sostenuto dalla San Marcellino Onlus Vincitore del Torino Film Festival, questo film è una grande
sorpresa, oltre che un piccolo gioiello: fatto di documentari in bianco e
nero sui vecchi vicoli - anche con “camalli” - genovesi, in una sorta di
collage continuo, merito sì del regista Pietro Marcello, 34 enne casertano da
tempo trasferitosi a Genova, ma anche della curatrice del montaggio, Sara
Fgaier. Racconta, con tecniche un po’ da neo-realismo, quali presa diretta e
voce fuori campo, tematiche, se non moderne, sicuramente problematizzate solo
oggi, quali l’amore tra un bandito iper-pregiudicato e un(a) trans. Situazioni, come si vede, da film sociale, legate a una interpretazione
che dimostra l’eredità di Pasolini, riconosciuta ampiamente dal regista
Marcello, ma anche quella del grande scrittore e drammaturgo cattolico Giovanni
Testori, dove la diversità rispetto al film in questione è ovviamente di tipo
stilistico, ma anche di procedimenti narrativi, non senza, però, significative
convergenze. Ora: A) Credo non ci sia da dire di più, ma da riflettere su quanto
indicato e proposto. Eugen Galasso |
|||