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ARGENTINA, AMATA TERRA MIAdi Arti & Pensieri |
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Le speranze degli immigrati italiani, la partecipazione fattiva alla costruzione del paese e delle sue strutture d aggregazione civile (ancora oggi visibile e riconoscibile) permeano della stessa intensità il desiderio di riscatto dal gran sacco perpetrato a danno della popolazione da governi di ladrones e multinazionali da rapina, con laggravante della mano armata. La richiesta di istituire un tribunale internazionale per le nefandezze commesse in Sudamerica da governi e apparati economico-militari rappresenta questo diffuso sentimento, fatto di profonda consapevolezza politica, purtroppo affiancata da una generazionale incapacità a intravedere la risoluzione dei problemi fuori dalle tradizionali forme organizzative partitico-statuali: sempre gli stessi figuri, discepoli e discendenti tutti del peronismo, una sorta di messianica promessa e un mix di populismo, antiamericanismo di facciata, corruzione, nazionalismo, fascismo. Non dimentichiamo i 5000 passaporti in bianco venduti (si dice per 20.000 di dollari) al "Patto di Odessa", a signori con un passato da nazista che trovarono nella amata terra condizioni di copertura e appoggio. Quali servigi si siano resi disponibili a rendere lo lasciamo supporre, visti i metodi repressivi usati nei confronti dei movimenti di emancipazione dalle condizioni di vita imposte. Il popolo argentino ha risposto con precisa determinazione ai suoi sfruttatori, riunendosi in assemblee che hanno reso fama al suo movimento di lotta. Per lo più le assemblee di quartiere o di rione diffuse in tutto il paese hanno, in questa fase, perso il loro smalto; ma rappresentano un fenomeno che perdura, anche se con presenze numeriche inferiori. Il loro lavoro si riconosce in concreti eventi che sono risposte concrete ai problemi di vita nel quotidiano: lorganizzazione di rapporti solidali città-campagna, con listituzione di collegamenti che permettano la distribuzione di beni commestibili, loccupazione di terre per la produzione di prodotti biologici (laggiù si mangia solo transgenico ed è rivoluzionario avere un orto, ma la differenza è che loro lo fanno collettivo in comunità). Un paese che nel 2002 ha prodotto alimenti per 300 milioni di individui, vive al limite della fame, pur essendo solo di 36 milioni! Il resto è mancia per le multinazionali e gli speculatori, molti nostrani: Benetton latifondista che calpesta i diritti del popolo Mapuche, un immagine di gruppo "etico" e "sensibile". La diffusione di questi movimenti, molto articolati nel paese, si estende anche agli aspetti produttivi, con autogestioni di fabbriche, dospedali, di produzione di pane. Ridicola, ma vera, la denuncia penale intentata dal governo locale contro un gruppo di piqueteros che hanno prodotto pane, poi rivenduto a prezzi più che equi alla popolazione (con una precisa definizione collettiva del come sarebbero stati utilizzati quei denari). Al popolo argentino hanno rubato tutto ma non la propria dignità, mi era spiegato con orgoglio da chi, pensando e agendo per organizzare il vivere quotidiano, pensava alla società di domani e cercava di costruirla; questo è forse linsegnamento vero che si può trarre: vedere come si può costruire, o tentare di costruire, una società sicuramente migliore dellattuale. Solidarietà, autogestione, economia solidale sono le parole che circolano. Di fronte alla globalizzazione, i partiti e la sinistra tradizionale continuano in una logica politica orientata alla restaurazione dello stato-nazione. Questostinazione non permette loro di cogliere quello che i movimenti emergenti, le nuove forze sociali e rivoluzionarie che sono il risultato delle lotte e della resistenza operate nel mondo intero, evidenziano di voler perseguire: non la conquista del potere, ma la realizzazione di un processo di destrutturazione del potere i cui contenuti non possono essere che frutto di un ragionamento collettivo e condiviso. A partire dalla critica della forma Stato. Il movimento ha forti connotazioni libertarie ed autogestionarie. Questo rappresenta una novità molto stimolante, soprattutto quando molte persone, pur non rinnegando il loro passato nel partito comunista (o in movimenti marxisti-leninisti o Tupacamarus o MLN) approdano a riconoscere lanarchia come elemento indispensabile per prefigurare una società diversa. Ma ancora più interessante è che si crede perseguibile, quindi realizzabile, anche se commettendo errori lungo il percorso. La capacità di programmare la società futura con metodi autogestionari esige una palestra lunga e difficile ma non impossibile. La fantasia creatrice ed efficiente prodotta dal popolo nella rivoluzione del 1936 in Spagna rappresenta lesempio storicamente più ricco di esperienze e lotte che, nelle loro sconfitte, hanno radicato un desiderio di riscatto sempre più forte e determinato. Questenergia si può respirare oggi in Argentina. Quello che appare carente è ancora il livello di integrazione tra le varie realtà: i nodi della rete esistono, mancano le tele che collegano questi nodi. Quello della comunicazione è un aspetto che dovrà essere affrontato entro breve tempo, anche perché i sistemi di comunicazione sono al collasso. Forse non hanno i soldi per pagare i satelliti (si dice, forse in un impeto di paranoia); ma il problema è reale. La rete ferroviaria, prima della seconda guerra mondiale, era molto ramificata e funzionale; oggi, dopo svendite e privatizzazioni, è ridotta a poche linee; solo il trasporto di merci ben protette viene svolto in tutto il paese con treni che alcuni vedono sospetti. La più grande discarica del continente sudamericano è il record argentino; ora inizia la battaglia dellacqua: si vogliono privatizzare le sorgenti delle Ande. Per dirla in soldoni, si prepara il terreno per la prossima guerra, non più per loro nero ma per quello trasparente. |
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