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in Cenerentola>archivio>numero116>per
il dibattito
È inoppugnabile che noi rivoluzionari, noi anarchici in
particolare, ci ritroviamo in ricorrenze che celebrano solamente eventi
tristi per non dire atroci; è il caso di ricordarne brevemente i principali. Il
1° maggio è dedicato ai “martiri di Chicago”, sette lavoratori anarchici condannati
a morte ed un ottavo a quindici anni di prigione in quanto considerati dall’accusa
“incitatori” dello sconosciuto che, il 4 maggio del 1886, lanciò una bomba contro la polizia uccidendo
un agente; essi erano tutti impegnati nella lotta per le otto ore. L’8 marzo Sembra proprio che non ci sia motivo di gioia per gli anarchici,
sempre in bilico tra rabbia e speranza. Quand’ecco che sul numero di Maggio
(113) di Cenerentola
il fumetto di Marco De Luca rievoca la lotta dell’Unione Sindacale Italiana a
fianco dei minatori del Valdarno per le sei ore e mezza di lavoro. Poco tempo
dopo Umanità
Nova, sul numero
22 del 7 giugno pubblica un brano, sempre su questa lotta, tratto dal libro “Ligniti
per Non era la prima volta che si assisteva a tanta
compattezza tra i lavoratori e tanto diffusa solidarietà: si pensi allo sciopero
parmense del 1908 che, però, fu stroncato dall’esercito; né fu l’unica vittoria
dell’USI, ma certamente fu e resta la più clamorosa nella storia dell’anarcosindacalismo
internazionale. Inoltre, vale tuttora come esempio di alleanza strategica tra
organizzazioni diverse non di rado contrapposte; anche e forse soprattutto in
questo risiede il suo insegnamento per l’attualità. Lanciamo quindi un appello perché, già dall’anno prossimo,
tutti coloro che si battono per la giustizia sociale, anarchici e non
anarchici, ogni 8 Agosto alzino i calici ai cavatori, alle loro mogli ed ai
loro bambini, a coloro che li sostennero da vicino e da lontano, a Sassi e a
Meschi partecipando alla loro gioia; ma soprattutto ci auguriamo di festeggiare
tutti uniti. Davide Milanesi |
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