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Schermi d'estate

Festival di Venezia: ragazze impegnate nella promozione

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Schermi d'estate

C’era un tempo in cui la maggior parte delle sale cinematografiche chiudeva a maggio per riaprire a settembre inoltrato. L’estate era riservata alla riproposta dei successi della stagione appena conclusa con solo qualche timida nuova uscita, per lo più ininfluente. All’irrazionalità di un mercato concentrato in soli otto mesi si è cercato di rispondere aumentando l’offerta estiva e provando a invogliare il pubblico nostrano, poco incline a chiudersi nel buio di una sala dopo il lungo e rigido inverno. Qualcuno ricorderà probabilmente il tormentone “Il cinema non va in vacanza, va in vacanza al cinema” in una pubblicità di una quindicina d’anni fa. Nella realtà dei fatti, però, quasi nulla è cambiato, perché, al di là delle parole, sono stati pochi i distributori che hanno rischiato un’uscita d’estate, continuando a posticipare i film all’autunno.

È stato l’avvento delle multisale, affermatesi definitivamente a partire dal nuovo millennio, aperte tutto l’anno e con tante sale da “sfamare”, a rendere necessaria una svolta. Anche in questo caso, però, il mutamento è stato solo di facciata. Un filmone o due ogni estate, di quelli che incasserebbero ad ogni latitudine e indipendentemente dagli sbalzi climatici, con un aumento nei numeri consistente ma poco significativo, perché non seguito da un effettivo allineamento dell’offerta. Dietro al titolo di grande richiamo, infatti, il vuoto.

Il copione non cambia quest’anno, anzi, peggiora sensibilmente rispetto alle stagioni passate. Il filmone è Harry Potter e il principe mezzosangue, che invaderà il pianeta dal 15 luglio e, non avendo rivali, farà sicuramente incassi stratosferici. Ai pochi schermi esentati dalla sesta puntata del maghetto più famoso del mondo restano, purtroppo, fondi di magazzino provenienti quasi esclusivamente dagli U.S.A. Film che in altri periodi non troverebbero spazio e che approfittano dell’estate per cercare una vetrina prima di sovrapporsi indistintamente sugli scaffali di un video-noleggio o di essere messi alla rinfusa nel cestone delle offerte in dvd di qualche ipermercato periferico. Dovremmo forse sdilinquirci per un ragazzo che si risveglia dopo quattro anni di coma e scopre che la timida fidanzata di un tempo occupa il paginone di marzo in una rivista per soli uomini (Miss March, in uscita il 3 luglio)? O per un fotografo di moda di successo, playboy impenitente, perseguitato dai fantasmi delle sue ex (La rivolta delle ex, in arrivo il 10 luglio)? O magari per il secchione della classe che alla consegna dei diplomi dichiara il suo amore alla ragazza, ovviamente pon-pon, più bella della scuola e deve poi vedersela con il suo gelosissimo fidanzato (Una notte con Beth Cooper, dal 17 luglio)? O per l’ardua ricerca del testimone perfetto da parte di un giovane in procinto di sposarsi (I Love You, Man, nelle sale dal 21 agosto)? Forse  può andare meglio con Baby Mama (in uscita il 31 luglio), dove una donna scopertasi non fertile decide di ricorrere a un utero in affitto, opera che oltreoceano è stata applaudita per l’interpretazione di Tina Fey, diva televisiva famosa soprattutto per la sua imitazione di Sarah Palin, controversa ex candidata a Vice Presidente USA. Difficilmente, comunque, questa abbondanza di commedie, genere poco esportabile perché molto legato alla cultura del paese di provenienza, troverà un pubblico in Italia. Tra gli altri generi, sempre dall’America, qualche spiraglio fantasy, per lo più B-movie (Outlander – L’ultimo vichingo, dal 3 luglio, e Alieni in soffitta, dal 7 agosto), un paio di film d’azione (12 Rounds, dove un criminale rapisce la ragazza del poliziotto che lo ha fatto arrestare obbligandolo a superare 12 prove per poterla liberare, in uscita il 31 luglio, e l’eloquente Fighting, nelle sale dal 24 luglio), due immancabili horror (il remake de L’ultima casa a sinistra, dal 14 agosto, e Il messaggero, dal 21 agosto) e un documentario Disney (Morning Light, dal 17 luglio, incentrato sull’allenamento a cui si sottopongono, per sei mesi, quindici giovani velisti prima di partecipare alla competizione Transpacific Yacht Race).

Al cinema non americano restano le briciole, forse nemmeno quelle. Per ora, infatti, l’unico titolo pianificato è la commedia inglese St. Trinian’s, previsto dal 10 luglio, dove le alunne di un esclusivo collegio, dallo stile di vita anarchico, grazie a una geniale intuizione riescono a salvare la scuola dal fallimento.

Grandi assenti il cinema d’autore, rimandato a settembre con il Festival di Venezia, e quello italiano, escludendo l’apposito “cinecocomero” Vacanze ai Caraibi che, partito in sordina a metà giugno, arriverà in piena estate completamente bollito.

Per chi ama il buon cinema non resta che azzardare, sfidando i leciti preconcetti, o tentare qualche recupero nelle arene estive. Dalle pagine di Cenerentola un monito ai distributori: forse, vista l’assenza di concorrenza, questa era l’estate giusta per osare di più!

Luca Baroncini

 

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