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Duo Cenerentola: Concerto (con la partecipazione di Floriana Franchina) |
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| Ensemble Sonata a Tre: Concerto "Da
Bach a Vivaldi"
Violoncello:
Sorayya Russo; pianoforte: Lorenzo Maria Scultetus;
oboe: Salomon Peren;
flauto: Francesca Gheri. Da Bach (qui
presente con la
sonata in do maggiore per flauto e continuo BWV 1033 e con il Trio
Sonata in
sol maggiore per flauto, oboe e continuo BWV 1039), ad Antonio Vivaldi
(Trio
Sonata per flauto, oboe e continuo P 402), passando per Haendel (Sonata
in do
minore per oboe e continuo, op. 1 n.8), non tralasciando Telemann (Trio
Sonata
in mi minore per flauto, oboe e continuo), la sensibilità
pre-romantica,
insomma l’espressione musicale del sentimento, è
fortissima. Che appaia
nascosta dal canone,
dalla struttura quasi sempre trinaria, qualche volta
quaternaria, è vero,
ma sono poi le implosioni melodiche a mostrare come questi musicisti,
anche
Telemann, a torto considerato freddo e meccanico, esprimano gioia,
dolore,
malinconia, esaltazione, “amor dei” e anche amore
per la donna e il genere umano
(l’ “amor dei” è
molto più forte in Bach, religiosissimo compositore
della religione riformata che nel prete cattolico Vivaldi). E i
musicisti, con questo programma
affascinante, presto anche disponibile in CD (chi scrive ha assistito a
un concerto
che coincideva con un’incisione), mostrano come molti
elementi accomunino i
compositori barocchi, ma come al tempo stesso la serietà
bachiana sia diversa
dal “cantabile” veneziano di Vivaldi;
come Telemann, musicista del
cesello, sappia lasciarsi andare; come Haendel sia musicista della
grandezza ma
anche delle piccole cose. Rimarranno delusi quei musicologi che vedono
dappertutto
solo il fascino dell’architettura sonora razionale barocca. Un concerto
da seguire con
attenzione, in qualunque stagione venga proposto. Eugen Galasso con e
di Iris
Siegfried (violino, voci), Angelika Bachmann (violino, voci),
Anne von Twardowsky
(piano, voci), Sonja Schmid (violoncello, voci).
Eugen Galasso
Duo Cenerentola: Concerto (con la partecipazione di Floriana Franchina) Pianoforte:
Claudia D’Ippolito; flauto: Simone Ginanneschi ; Flauto (e
pianoforte) Floriana
Franchina In un
programma ricco, presentato
a Bologna (rassegna “Musica in basilica”),
c’erano brani di Franz e Karl Doppler
(secondo Ottocento, fratelli, wagneriani, in specie
Franz) ,
rispettivamente “Andante e Rondò op. Brani tutti
emozionanti e
coinvolgenti, ma anche strutturalmente validi, con Debussy,
“simbolista /impressionista”,
dove il suono è ormai significante puro, pur se non a
sé stante, con accenti di
soggettività, merito rafforzato
dall’interpretazione di Claudia D’Ippolito,
sempre ottima nella prensione, nel tocco forte quanto delicato, nel
non giustapporsi /sovrapporsi all’autore,
rispettandone la creatività autonoma;
con un Mouquet, poco noto ma non peregrino compositore francese de
“La flûte de
Pan” (il flauto di Pan, in riferimento al dio pagano), la cui
ricerca risulta
simile (penso al secondo movimento, “Pan et les
oiseaux”, Pan e gli uccelli) a
quella di Debussy di “Trois chansons de Bilitis”;
con un Borne, oscuro o quasi
compositore inglese, che rilegge la bizetiana
“Carmen”. Il
bis, richiesto a gran
voce, ha comportato “Ave Maria” di Charles Gounod. In tutti
questi brani, la sinergia
e sintonia totale tra Ginanneschi e Claudia D’Ippolito (ma
anche con Floriana
Franchina, “new entry” di Sant’Agata di
Militello, provincia di Messina),
funziona benissimo, dove sincronia e sintonia (ma anche empatia) tra i
musicisti evitano ogni rischio di derive protagonistiche e di
virtuosismo, anzi
rafforzano lo spirito d’équipe che in musica vuol
dire reale intesa creativa,
in quanto ogni esecuzione, in specie dal vivo, vuol dire riscrittura
della
musica, un apporto nuovo, comunque. Così,
il romanticismo, come
riscoperta dello “spirito di popolo” in Liszt,
diviene il risentire in dimensione
colta “La
biondina en gondoeta”,
straordinario brano popolare veneziano, complice la bravura della
diciottenne
Franchina, dal tocco deciso ma certo non prevaricante. Eugen Galasso
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