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in Cenerentola>archivio>numero114>editoriale
Cenerentola
va via dalle edicole del Bolognese La crisi economica
che sta scuotendo il
mondo, e fa materialmente soffrire molti di noi, ha certamente un
merito:
rendere più chiare le vicende del pianeta. Ma se piegheranno
verso destra o
verso sinistra ancora non si può dire. Del resto i
cambiamenti storici non chiedono
il permesso, avvengono quando sono maturi, anche se spesso aiutati da
un
pizzico di casualità e a volte in rapida successione (si
pensi a un francese
ottantenne nel 1851, spettatore di una dozzina di regimi assai
diversi). In
parallelo, Cenerentola attraversa
invece la crisi del settimo anno, quella che segna in genere la
conferma di un
rapporto, pur se ricalibrandone la struttura. Per la nostra rivista,
che non dispone
di alcun tipo di finanziamento pubblico e non ospita inserzioni
pubblicitarie,
ciò significherà materialmente puntare ad
allargare la diffusione geografica
nel paese, rinunciando al contempo alla distribuzione in edicola, che
comporta oneri
sproporzionati ai risultati.
E poi, fra qualche mese, una più ampia presenza nella Rete.
Ma significa anche
altro, perché se il mondo cambia, certo anche noi dovremo
cambiare un poco. Non
muta l’obiettivo cui abbiamo
puntato sin dall’inizio, cioè mettere maggiormente
in contatto l’arcipelago
anarchico e il “mondo cattivo” là fuori,
cercando di aggiornare l’analisi
della realtà, ma al contempo riversando
all’esterno qualcosa dei nostri “saperi”
per raggiungere chi forse già agisce da libertario, magari
non sapendo di
esserlo, o che può diventarlo grazie al nostro contagio.
Tuttavia i mutamenti
in atto, e la loro incerta, se non allarmante, natura, impongono oggi
qualcosa
di più: più efficacia, più
incisività, più concretezza. Adeguarci ai ritmi
della storia. Individuare e diffondere strumenti per capire e
più ancora per
agire politicamente, che contribuiscano a influenzare quello che si
può ben
chiamare un passaggio di fase. Dopo i
rivolgimenti cui stiamo
assistendo, le cose (in Italia e fuori) non saranno più le
stesse: sta ai
libertari di tutti i colori far sì che avanzino quanto
più possibile verso un
mondo in cui non solo il capitalismo selvaggio, la dissipazione delle
risorse,
il dominio, la guerra, la discriminazione di genere, razza o fede
diventino
realtà del passato, ma anche, e forse più, lo
diventi la delega generalizzata, estremizzata,
spettacolarizzata, svuotata persino dei valori borghesi che la
connotano. Non
si tratta di imprese impossibili: il “vecchio
mondo”, in cui ancora viviamo e
che presenta sé stesso come se ogni alternativa fosse
concettualmente improponibile,
ha già visto estinguersi tanti suoi aspetti reazionari oggi
impresentabili
anche da destra. Se fosse possibile dividere le epoche storiche con
date precise
diremmo che i tratti salienti che lo contraddistinguono hanno
all’incirca duecento
anni di vita. I partiti, per dire, non esistono da prima... Molti
dei cambiamenti di segno positivo
che stanno avvenendo sotto i nostri occhi, in certi casi già
da tempo, possono
magari apparire minori oppure fra loro slegati, ma una vista
d’insieme ne
coglie la potenzialità trasformatrice. Si iniziano a
intravedere rovesciamenti
di logiche e di comportamenti nei settori della produzione,
dell’ambiente, del
consumo (del consumismo), della finanza, dell’occupazione,
della solidarietà,
dell’energia e in altri ancora. Di tutto questo intendiamo
parlare diffusamente,
soppesandone il valore storico, e traendone quando possibile
indicazioni che
speriamo utili per ciascuno, come persona nonché come attore
politico e
sociale. Anzi, abbiamo già cominciato: si tratta ora
d’individuare le dosi
giuste, che non rubino tutto lo spazio ai temi
d’approfondimento più classici
e alle rubriche consuete, che andranno però focalizzati e
più intensamente
analizzati. Ogni apporto sarà il benvenuto, ogni discussione
di merito sarà
indispensabile. Alberto
Lipparini DAL
PROSSIMO NUMERO CENERENTOLA NON
SARA’ PIU’ IN VENDITA NELLE
EDICOLE DI BOLOGNA,
CASALECCHIO E SAN LAZZARO: INVITIAMO PERTANTO I
LETTORI A SOTTOSCRIVERE L’ABBONAMENTO
ANNUALE (22
EURO) UTILIZZANDO IL CONTO CORRENTE POSTALE 29991163 INTESTATO
A “LUCIANO NICOLINI CASELLA POSTALE 1342 40124 BOLOGNA” |
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