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libertarie
Abbiamo più volte
citato, su Cenerentola,
la cooperativa Mag 6. In
questo articolo, e nella breve intervista che segue, Giovanna
Panigadi, una delle socie fondatrici, ne illustra le
caratteristiche.
Mag 6: obiezione monetaria e finanza
critica
Ogni
minuto, nel silenzio e
nella legalità formale della legge del mercato, la logica
dominante del
“massimo profitto possibile” soffoca sempre di
più le idee e le iniziative
autogestite e collettive, che cercano di rispettare l’uomo e
l’ambiente, che si
propongono come embrioni di risposta alla richiesta diffusa di una
migliore
qualità della vita per tutte le persone. Tutti, consciamente
o meno, compiamo
una serie di azioni quotidiane che spesso finiscono per neutralizzare
lo sforzo
che in altri ambiti indirizziamo verso canali di impegno sociale.
Depositare i
nostri risparmi presso gli istituti di credito può essere
appunto uno di questi
gesti. E’ necessario riappropriarsi della gestione e del
controllo diretto dei
propri risparmi, evitando che possano venire utilizzati per sostenere e
aggravare
l’ingiustizia sociale. Pensiamo all’indebitamento
esponenziale dei paesi del
Sud del mondo, alla devastazione delle foreste e delle culture
indigene, alla
costruzione di industrie altamente inquinanti o di inutili e dannosi
progetti
quali il treno ad alta velocità o le centrali nucleari, al
sostegno a governi
che non rispettano i più elementari diritti umani, alla
produzione e alla
vendita di armi, al finanziamento di progetti speculativi, alle
ristrutturazioni
di aziende che licenziano operai.
Molte realtà locali, che lavorano
invece quotidianamente per combattere queste ingiustizie, hanno avviato
da anni
delle attività produttive autogestite nel tentativo di
liberarsi dai vincoli
del lavoro dipendente tradizionale. Avendo necessità di un
capitale iniziale
per sostenere le strutture, questi progetti si scontrano con le
condizioni imposte
dagli istituti di credito, che per la loro stessa natura raramente
finanziano
piccole imprese che non garantiscono utili immediati e che non possono
accettare tempi e modalità di rientro unicamente speculativi.
Nel 1988, nasce, a Reggio
Emilia, Mag 6,
cooperativa che raccoglie
denaro dai soci sotto forma di capitale sociale. Il denaro
raccolto è prestato
a realtà che operano nel campo della promozione sociale,
applicando un tasso di
interesse uguale per tutti i soci finanziati, calcolato applicando
all’indice
ISTAT un ricarico che copre i costi della struttura e remunera il
capitale dei
soci, non oltre il tasso di inflazione. Mag 6 collabora sul territorio
sostenendo
iniziative che intervengano in diversi settori: pace, disarmo,
ecologia, multicultura,
risparmio energetico, controinformazione, emarginazione, decrescita.
Eroga
prestiti a soci seguendo criteri diversi da quelli tradizionali. I
finanziamenti vengono condizionati alla qualità sociale dei
progetti, al rapporto
fiduciario con i soci finanziati, mantenendo comunque il controllo
sulla solvibilità
dei prestiti concessi. Mag 6 lavora per rendere accessibile e
trasparente l’organizzazione
interna, scardinando alcuni tipici privilegi del
“santuario” creditizio: il
coordinamento delle attività è gestito da un
consiglio di amministrazione, al
quale possono partecipare le persone socie che lo desiderino.
L’assemblea dei
soci è lo strumento periodico attraverso cui avvengono il
confronto e
l’approfondimento tra consiglio e base sociale.
Attraverso l’esperienza concreta
si è delineato nel tempo in modo sempre più
chiaro l’obiettivo di fondo della nostra
attività, teso alla creazione di una rete di persone,
gruppi, imprese, che intendono
relazionarsi in modo equo e solidale, condividendo ciò che
sono e ciò che hanno
(denaro, tempo, competenze, informazioni, prodotti, servizi), unendosi
su
valori comuni (pace, solidarietà, ecologia, intercultura,
critica al modello
economico dominante), ma valorizzando al massimo le proprie
diversità,
lavorando insieme per il benessere della collettività. In
questo progetto Mag 6
non ha avuto, e non ha per il futuro, intenzione di assumersi un ruolo
di
coordinamento ma semplicemente una funzione di agevolatrice delle
relazioni.
Ciascuno, persona fisica o gruppo strutturato, contribuisce alla rete
Mag offrendo
ciò che può e richiedendo ciò che gli
interessa.
Come Mag 6 abbiamo sempre dato
molta importanza al fatto che i mezzi utilizzati fossero coerenti con i
fini da
raggiungere, cercando di non prendere “scorciatoie”
per arrivare prima alla
meta.
Per questo siamo molto legati
ad alcune scelte di metodo:
- Rapporto di conoscenza e
fiducia fra i soci per poter erogare prestiti senza garanzie
patrimoniali,
superare la logica del massimo profitto possibile sui propri risparmi,
lavorare
insieme a persone molto diverse.
- Partecipazione: la delega,
tende a deresponsabilizzare le persone, esponendole al rischio di
subire un
abuso di potere da parte delle persone “delegate”,
vorremmo che Mag 6 fosse
facilmente leggibile dal basso, invitiamo alla partecipazione diretta
attraverso
il Consiglio di Amministrazione e le Assemblee dei Soci.
- Trasparenza: offrire conoscenza
e possibilità di relazione a soci finanziati e finanziatori
attraverso tutti i
mezzi di cui disponiamo e, durante le assemblee, chi non partecipa
riceve un
breve resoconto di quanto discusso dai soci.
- Territorialità: delimitare il
nostro raggio d’azione in quei territori dove esistono
rapporti personali di
fiducia.
- Ricchezza delle diversità:
anche in un contesto che nasce da denominatori comuni a livello ideale,
le
differenze sono tante; riconoscerne il valore significa voler
sperimentare,
concretamente, la possibilità di viverne gli aspetti
interessanti ed arricchenti.
- Lentezza: necessaria per far
sì che le diversità esistenti al nostro interno
producano ricchezze e non distruzione.
Dandoci il tempo di ascoltarci e confrontarci sul cammino da compiere
facilitiamo
la creazione di rapporti personali soddisfacenti.
- Rapporto solidale fra i soci:
è indispensabile per passare dalla logica della concorrenza
a quella della
cooperazione; i soci più forti economicamente sostengano
quelli più deboli.
Mag 6 ha sempre cercato di
utilizzare la finanza come strumento e non come fine, puntando
fondamentalmente
a favorire un cambiamento strutturale delle “regole del
gioco” violente ed
opprimenti che definiscono i rapporti fra le persone, promuovendo
meccanismi
che facilitino una socialità più conviviale e
meno competitiva. Così, a fianco
del circuito finanziario, sono nati altri strumenti
di ricerca e azione, tutti comunque
riconducibili ad un orizzonte culturale comune dove la componente
relazionale
resta sempre centrale. Nel 1995, alcuni
di questi ambiti extrafinanziari sono
confluiti nell’Associazione Mag 6, nel tempo poi ne sono nati
altri anche
all’interno della stessa cooperativa. Si è
così venuta a costituire una realtà
molto più articolata rispetto alla sola finanza critica.
Le attività extrafinanziarie
che agiscono all’interno della Cooperativa sono gruppi di
lavoro che gestiscono
i propri percorsi di ricerche, scelte e pratiche in modo autonomo,
seppur
compartecipato da tutto il cda attraverso le informazioni e i verbali
degli
incontri: consulenza e
formazione,
che si occupa di percorsi di formazione /autoformazione
/accompagnamento /riflessione
intorno agli ambiti gestionali delle imprese /organizzazioni, sia dal
punto di
vista della consapevolezza economica sia da quello della lettura della
realtà
organizzativa - relazionale; energie,
che si occupa di informazione e azione nell’ambito delle
energie rinnovabili; monete
sociali, che ha avviato una
ricerca intorno alla possibile costruzione di una moneta sociale; partecipazione, che
si occupa di organizzare
le assemblee in modo da facilitare la partecipazione attiva delle
persone
socie.
All’interno dell’Associazione,
le realtà presenti sono: “Pollicino
Gnus”, piccola rivista mensile che
raccoglie le attività che si promuovono a Reggio Emilia e
dintorni, negli
ambiti della Pace, dell’Ambiente, della
Solidarietà e della Convivenza. Al
“Calendario”
vero e proprio delle iniziative si affianca una parte monografica.
Promuove, ogni
anno, “Pollicino in fiera”, la Mostra-Mercato che
si svolge il primo maggio e
che vede la partecipazione di attività produttive e
realtà associative dei
circuiti Mag 6 e non solo; Infoshop, piccola libreria indipendente che
si
riconosce nel movimento delle librerie indipendenti che cercano di
sopravvivere
e organizzarsi per reagire alla crescente diffusione del
“supermercato del
libro” e delle concentrazioni editoriali, fa parte del
circuito Slow Book e
offre titoli su cultura libertaria, Nord-Sud, consumo critico e nuovi
stili di
vita, ecologia, diritti umani, nonviolenza, memoria e antifascismo,
disagio,
fede e teologia della liberazione, medicina naturale, educazione,
immigrazione,
intercultura, libri per ragazzi sugli stessi temi; il Gruppo di
Acquisto
Collettivo, che permette di acquistare direttamente da produttori
conosciuti ed
affidabili, che garantiscano il rispetto di alcuni principi minimi
(prodotto
biologico, non testato su animali, non inquinante); la Compagnia
Teatrale
Istarion, propone spettacoli e minilaboratori teatrali con
l’obiettivo di
coinvolgere il pubblico e stimolare la riflessione sui temi
dell’intercultura,
dell’integrazione, dell’ecologia e delle pari
opportunità; il Laboratorio per la Nonviolenza, promotore
di formazione sull’approccio nonviolento per la
trasformazione dei conflitti e
di esperienze di azione nonviolenta legate principalmente al trinomio
traffico
– petrolio - guerra; il Gruppo Ambiente, oggi itinerante, con
il quale continuano
le relazioni /collaborazioni ed è rimasto soprattutto un
legame affettivo,
poiché le persone che lo compongono non abitano
più sul territorio, il gruppo
propone percorsi di educazione /attenzione /informazione intorno
all’ambiente
e alle energie rinnovabili.
La crisi economica apre nuove prospettive, scenari
e
responsabilità per la vostra Mag?
La percezione è che ciò che
può
offrire l’esperienza delle Mag sia essenziale in un tempo in
cui le maschere di
quello che potremmo definire “sogno liberista”
stanno miseramente cadendo, provocando
un fragore che, forse, anche chi non ha sinora prestato particolare
attenzione
alle scelleratezze che da sempre pratica il mercato dominante, oggi
riesce a
vedere. Sostanzialmente le Mag offrono pratiche di gestione del denaro
che,
oltre alle idealità che sottendono, sono anche
più eque, trasparenti, a disposizione
di tutti, sostengono progetti importanti per la collettività
e non sono soggette
a bizzarri andamenti della finanza virtuale.
La giustizia non è solo più
giusta, è necessaria ad un benessere
reale e diffuso.
Hai
dell’altro che vuoi comunicare dell’esperienza Mag?
L’idea non basta. E’ una
consapevolezza
che ha curato e fatto crescere il nostro bisogno e desiderio di
interrogarci su
uno dei nodi fondamentali che sta alla radice di ogni aggregazione: le
relazioni. Forse non è un caso che la finanza critica, una
pratica che ruota
intorno al rapporto con il denaro, restituisca questo nodo con ancor
più cruda
ed essenziale precisione.
Il denaro, il rapporto con esso
e il suo uso, pongono interrogativi tanto destabilizzanti quanto
determinanti
al nostro mondo di idee, letture del mondo, impegni sociali e politici;
pongono
ancor più inesorabilmente interrogativi sul nostro modo di
stare alle relazioni
interpersonali, dipanandosi nei ruoli e nei meccanismi relativi a
concetti
come: responsabilità, rischio, potere, fiducia, delega,
trasparenza,
partecipazione, circolazione dei saperi.
Accogliere la complessità del
vivere, desiderare di andare oltre nella ricerca di qualcosa che possa
assomigliare sempre di più a “idee in carne e
ossa” da proporsi e proporre a
chi non si rassegni all’esistente, significa offrirsi e
offrire un’amicizia tra
teoria e prassi che qui e ora restituiscano senso a una significativa
presenza
nel mondo. Una presenza che tragga la sua forza da un agire capace di
produrre
realtà e sogno allo stesso tempo, nella costruzione di
identità che non hanno
bisogno di aggredire o eliminare la differenza per affermarsi e
riconoscersi e
che desiderano, continuando a interrogarsi, non costringersi ferme ad
alcuna
risposta.
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