|
Home |
|
|
| sei
in Cenerentola>archivio>numero110>mostre
Caterina e Maria de' Medici:
donne al potere fino
all’8 febbraio 2009, Palazzo Strozzi, Firenze I ritratti, di Santi di Tito e di Jacopo da Empoli, pittori toscani, ma anche di autori francesi e fiamminghi (più cupi, questi ultimi, come da tradizione locale, in specie negli sfondi), accentuano la loro regalità, il loro “potere”, non solo carismatico: sono figure ieraticamente imponenti, sia nella rappresentazione delle protagoniste, sia in quella dei papi officianti i loro matrimoni, sia nelle figure dei consorti, mai così potenti e intriganti come le mogli, anzi certamente più sbiaditi. Che poi le regine vengano rappresentate come meno giovani di quanto in effetti fossero è vero, ma ciò vien fatto ad arte, per nobilitarne il ruolo, di potere/rappresentanza, appunto. A mo’ di paragone, invece, quadri dedicati ad Artemisia, in qualche modo l’archetipo della regina coraggiosa, che nel Rinascimento assurse a simbolo assoluto di una opposizione decisa ad ogni tentativo di passare oltre, di fare a meno delle donne nel governo dello Stato. A pensare alle quote da “pari opportunità”, francamente, viene un po’ da sorridere. Sorta di riscatto del matriarcato o comunque di equiparazione dei ruoli tra i due generi? Affermarlo rischia d’essere eccessivo, ma sicuramente la grandezza - discutibile, certo, come s’è detto, alla luce della “leggenda nera”-di personaggi come questi risulta dall’ampia produzione artistica qui documentata. Interessante, poi, la sezione conclusiva, quella degli arazzi, quasi tutti francesi. Arte minore? No (a parte il fatto che la distinzione, oggi, tra arti maggiori e minori, rischia di non reggere più) perché sappiamo che l’arazzo è arte a pieno titolo, anche per la difficoltà di lavorare su stoffa e tela. Una mostra divertente, oltre che istruttiva, rigorosa senza essere “difficile”, impervia.
Eugen Galasso |
||