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di gennaio
Come ogni anno, dopo che i film pianificati per le giornate di festa stanno esaurendo il loro potenziale (più che altro commerciale), comincia un periodo di vera e propria abbuffata cinematografica. Tra gennaio e febbraio, infatti, escono alcuni dei titoli più attesi della stagione. Il rischio è che tanta offerta finisca per creare un’inutile e dannosa concorrenza penalizzando opere importanti e degne di nota. Basta pensare che in un solo week-end, quello dal 9 all’11 gennaio, escono in contemporanea sei pellicole dalla forte attrattiva. C’è il nuovo Muccino americano Sette anime, ancora in coppia con Will Smith dopo il grande successo internazionale ottenuto con “La ricerca della felicità”, questa volta alle prese con il piano di un uomo distrutto dal senso di colpa che si pone come obbiettivo quello di salvare sette persone giunte a un punto cruciale della loro esistenza. Una sorta di “Saw” sicuramente meno horror e più buonista. Le prime recensioni d’oltreoceano, dove il film è uscito per le festività, non sono esaltanti, ma il pubblico italiano accorrerà sicuramente in massa. Quasi certo il successo anche per Yes Man di Peyton Reed, ennesima commedia con Jim Carrey, che per l’occasione veste i panni di un depresso cronico che prova a pensare positivo dicendo per un anno di sì a tutte le proposte che gli verranno fatte. Promette risate, probabilmente più sottili, anche Un matrimonio all’inglese di Stephan Elliott (suo il celeberrimo “Priscilla, la regina del deserto”), che punta sul confronto tra culture attraverso la più classica delle situazioni: il matrimonio multietnico. Lui, facoltoso rampollo di un’aristocratica famiglia inglese (Ben Barnes, in ascesa dopo il secondo capitolo de “Le cronache di Narnia”), sposa in tutta fretta una giovane e disinibita divorziata americana (la provocante Jessica Biel); la resa dei conti avverrà nella dimora di campagna dei tradizionalisti ed eccentrici genitori di lui, con tutti gli equivoci del caso. Oltre a drammi, risate e sorrisi, nello stesso week-end proveranno a farsi spazio anche l’horror, l’animazione e il d’essai. L’horror viene dal nord Europa, con Lasciami entrare di Tomas Alfredson, risposta svedese e dark ai vampiri adolescenti di “Twilight”. I protagonisti sono infatti due dodicenni: un ragazzino introverso vittima degli atti di bullismo dei compagni di classe e la coetanea nuova vicina di casa, che si rivelerà essere un vampiro assetato, ovviamente, di sangue. L’animazione, con Valzer con Bashir, è lontana da gag e carinerie tipiche del genere e prova a rivolgersi a un pubblico adulto per raccontare, in modo originale e visionario, la guerra in Libano del 1982, in particolare gli orrori di Sabra e Shatila: i campi profughi dove molte centinaia di palestinesi (700-800 per la Commissione ufficiale di inchiesta israeliana, 2.000 secondo fonti palestinesi) furono trucidati da falangisti in cerca di vendetta per l’uccisione del loro leader Bashir Jemayel. In base alle dichiarazioni rilasciate dal regista israeliano Ari Folman al festival di Cannes, dove era in concorso, “non è un film politico, ma un’opera personale. Volevo chiarire che in quella guerra, in tutte le guerre, non c’é affatto gloria; questo non è un film americano su militari rudi, stretti da vincoli di cameratismo, pronti all’eroismo per gli Israeliani. Qua ci sono soldati sperduti, che per paura sparano di continuo senza nemmeno sapere dove.” Il cinema d’essai propone invece il vincitore del recente Torino Film Festival, l’acclamato e duro Tony Manero del cileno Pablo Larrain. L’interprete Alfredo Castro, anche lui premiato a Torino, è un cinquantenne ossessionato dal protagonista de “La febbre del sabato sera” (il Tony Manero del titolo) che per assomigliare al suo idolo, e vincere un concorso per sosia, attraversa umiliazioni, soprusi e omicidi. Il tutto mentre il Cile è messo in ginocchio dalla dittatura di Pinochet. Chi lo ha visto parla di capolavoro. E questo è il menù di un solo week-end. Nel resto del mese usciranno anche il colossale Australia di Baz Luhrmann, con i divi Nicole Kidman e Hugh Jackman, ribattezzato il “Via col vento degli antipodi” e il western Appaloosa, diretto e interpretato da Ed Harris e ambientato nel 1882 nei territori del New Mexico. Ma troverà pane per i suoi denti anche chi ama l’horror grazie a The Strangers, del debuttante Bryan Bertino, terrore puro ad opera di tre individui mascherati contro una coppia isolata in una casa di campagna, e Imago mortis, del romano Stefano Bessoni, che riprende l’idea al centro di “Quattro mosche di velluto grigio”, di Dario Argento, secondo cui nella retina di una persona morta resta impressa l’ultima immagine vista e, in caso di omicidio, dell’assassino. Per i più giovani ci sarà poi la possibilità, nelle sale attrezzate, di godere, tramite gli appositi occhialini, della tridimensionalità offerta dal remake di Viaggio al centro della terra, di Eric Brevig con Brendan Fraser. Pare che negli Stati Uniti il 3D sia uno degli strumenti scelti da produttori, distributori ed esercenti per combattere la pirateria. L’idea in effetti ha un senso, perché per quanto abile uno sia nello scaricare film con il peer-to-peer tramite internet, difficilmente riuscirà a ricreare la potenza e il coinvolgimento dell’immagine tridimensionale, possibile solo al cinema su grande schermo. C’è attesa inoltre per Milk di Gus Van Sant, previsto per il 23, sicuro protagonista della notte degli Oscar grazie anche all’interpretazione molto sentita di Sean Penn nei panni di Harvey Milk, primo omosessuale dichiarato ad avere accesso a un’importante carica pubblica in America (fu eletto consigliere comunale a San Francisco nel 1977). Il film ripercorre la sua vita e le sue conquiste fino alla morte prematura, causata nel 1978 da un avversario politico omofobo. Ma non è ancora finita. Il mese di gennaio si conclude infatti con l’uscita, il giorno 30, di due tra i film più attesi dell’anno: Operazione Valchiria e Revolutionary Road. Il primo, diretto da Bryan Singer e interpretato da Tom Cruise, racconta la storia vera dell’attentato progettato da un colonnello dell’esercito nazista per uccidere Adolf Hitler. Il secondo vede invece il ritorno della coppia Leonardo Di Caprio e Kate Winslet dopo i fasti di “Titanic”. Questa volta a far vacillare l’amore sarà il dissidio tra l’omologazione e l’esigenza di realizzare i propri sogni di una coppia piccolo borghese nei sobborghi di New York negli anni ’50. In regia il Sam Mendes di “American Beauty” e attuale marito della Winslet. È più che mai il caso di dire che ce n’è davvero per tutti i gusti. Non resta quindi che entrare in sala i primi del mese per poi uscirne a febbraio. Luca Baroncini
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