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Cinque obiettivi per la sinistra
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| Si è svolto il 6 ottobre a Bologna, presso il Cortile Cafè di via Nazario Sauro, il preannunciato dibattito sul tema: “Cinque obiettivi per la sinistra”, promosso dalla nostra rivista (vedi Cenerentola n. 103, 104 e 105). Il sottotitolo: “La sinistra italiana, nel navigare a vista, sembra incapace di formulare proposte radicali, semplici e, nel contempo, concrete e credibili” ci sembra esprimesse efficacemente il senso dell’iniziativa. Alla presenza di una cinquantina di persone (ma sono molte di più quelle che, nei giorni successivi, scusandosi per l’assenza, ci hanno chiesto informazioni su quanto discusso), si sono succeduti gli interventi di Sergio Caserta (Sinistra Democratica), Stefano D’Errico (Unicobas), Leonardo Giusti (USI-AIT), Katia Zanotti (Sinistra Democratica), Eugen Galasso e Toni Iero (redazione di Cenerentola). Non hanno potuto partecipare Lorenzo Gori (Socialismo Rivoluzionario), perché indisposto, e Valerio Monteventi (consigliere comunale eletto come indipendente nelle liste del PRC) che, dopo un breve saluto, ha dovuto recarsi a un’assemblea straordinaria indetta per contrastare lo sgombero di un centro sociale bolognese. Dopo le relazioni, contenute entro i quindici minuti ciascuna, si è sviluppato un ampio dibattito che ha coinvolto numerosi tra i presenti. E’ doveroso dire che, fin dall’inizio, si sono manifestate diverse difficoltà. Innanzitutto sembra mancare un linguaggio comune: l’abitudine delle diverse forze della sinistra a discutere al proprio interno evitando il confronto con chi è esterno al gruppo d’appartenenza ha, nel corso del tempo, creato delle barriere (vengono utilizzati termini diversi per riferirsi alle stesse cose e, più spesso, i medesimi termini per riferirsi a cose diverse). In secondo luogo sembra essersi persa la capacità di discutere in modo concreto su come risolvere problemi specifici: si nota l’abitudine a parlare per apparire piuttosto che per arrivare a conclusioni condivise. Si è però anche manifestata in modo evidente la reale volontà, da parte dei presenti, di cercare una sorta di denominatore comune, un insieme di obiettivi che possano essere una bandiera per tutta la sinistra. Per il momento non si è riusciti a trovarli né, forse, era logico aspettarsi che scaturissero dal dibattito di una serata; tuttavia non si è voluto chiudere la porta ad ulteriori sviluppi ed è stato affidato a Sergio Caserta e a Toni Iero il compito di redigere una prima sintesi da sottoporre a tutti gli intervenuti e, successivamente, utilizzare sia per allargare il dibattito ad altri compagni, sia per cominciare a ragionare collettivamente anche su quello che, probabilmente, è il problema più spinoso, quello delle strategie, dei percorsi necessari al fine di raggiungere gli obiettivi che ci si prefigge. Non
sono poi mancate altre proposte quale quella, avanzata
da Katia Zanotti, di promuovere dibattiti analoghi a quello svolto con
riferimento
a specifici settori d’intervento. Date le mobilitazioni delle
ultime settimane,
ci verrebbe in mente, prima di ogni altro, il settore della scuola e
dell’università. |
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